Le Squillo, mister B e l’ombra della defenestrazione

Non siamo mai stati dei simpatizzanti di Mr Berlusconi Silvio, sulle pagine di Gioorgi. Non ci è mai piaciuta la sua politica, nessuna sua proposta o tentazione anti-legale, anche se ogni tanto il suo humor da barzellettiere ci ha fatto ridere.

La vita personale del signor B. non è per noi significativa: sono i fatti politici che ci interessano.

In Italia (contrariamente all’America e ad una certa Europa), la vita privata di un premier non è mai stata motivo di dimissioni. E tra un incolore Andreotti e un frizzante Berlusca, sarei tentato di preferire il secondo, se non ci fossero risvolti penali.

Questo non ci esime però da alcune osservazioni sulle notizie che circolano, e che sembrerebbero avere ripercussioni politiche.

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Una visione positiva degli ultimi 18 anni di governo italiano

In un precedente articolo abbiamo iniziato a parlare del grande B, e di alcuni errori fatti dalla sinistra.

Darò a questo secondo articolo un taglio differente, iniziando a esporre i lati positivi degli ultimi diciotto anni di lotta politica italiana, confutando il detto “si stava meglio negli anni ’80” oppure “si stava meglio quando si stava peggio”.

Per chi non c’era (o era troppo piccino), ricordo che negli anni ottanta non solo esistevano le tangenti (come ora) ma c’era il Penta-Partito. Tale curiosa idea italiana era basata sulla speranza che un grande partito (la Dc) potesse governare con l’aiuto di altri quattro partiti minori (di cui il PSI, con il 15-18% dei consensi era il più corrotto e pervasivo).

La caratteristica del pentapartito  era che risultava impossibile attribuire meriti o colpe, e alla fine non si capiva quasi nulla. L’Italia era famosa per i governi “balneari”, che per fortuna sono finiti. Ve lo ricordate Goria, disegnato da Forattini senza faccia, per sottolineare il suo scarso carisma?

L’implosione del sistema grazie a Tangentopoli ci ha portato verso un sistema bipolare molto più netto e chiaro. Per cui chi dice che Tangentopoli è stato un male mente sapendo di mentire e probabilmente è pure un pò stronzo. Vediamo perché…

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L’italia di oggi

Nell’ultimo periodo mi sono allontanato dalle considerazioni politiche, disgustato dal fallimentare secondo governo Prodi, caduto per interessi personali di sapore giudiziario. La Iervolino a Napoli ha fatto di male in peggio, confermando l’incapacità della larga coalizione di sinistra di essere attuativa e risolutiva rispetto ai problemi del paese.

I giornali Italiani sono bipolari: ci sono gli estimatori del presente governo Berlusconi, e quelli che lo vedono come il male assoluto. Spesso ho letto articoli fatti da ottimi giornalisti che sono più interessati alla loro prosa, che ha presentare argomenti concreti, punti di vista oggettivi su cui gli Italiani possono crearsi un’opinione consapevole.

Dopo una lunga riflessione, penso che l’attuale governo rispecchi la maggioranza degli italiani come mai prima d’ora. Vediamo perché.

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Second life: finalmente è morta l’idea che fosse trendy

A Gioorgi.com non siamo avvezzi a credere a tutto quello che dice la stampa.

Per parecchio tempo, il fenomeno “Second Life” ha imperversato sui media: sembrava che se tu non avessi un avatar, un negozio virtuale, un’ “isola politica” o un’attività piazzata su second life saresti stato etichettato come “sfigato digitale”.

In questi giorni è stata rilanciata la notizia secondo cui second life stia andando sempre peggio. Repubblica lo aveva già rilevato mesi fa, ma ora è chiaro il tracollo: su 15 milioni di utenti, solo poco più di 480.000 hanno abitato l’ultima settimana di Second Life (SL for friends). Un  sistema in cui per svagarsi è necessario spendere denaro vero, ed in cui la tua identità non è verificata sa di new economy old style (quella esplosa con la bolla del 2001, per intenderci).

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Previsioni mancate: Castagne 2008

Sono sempre stato molto scettico verso le visionarie opinioni di molti “guru”, siano essi tecnocrati o economisti di fama. In italiano si dice “prendere in castagna qualcuno”, quando lo si smaschera, oppure si dimostra che sta sbagliando. Vediamo quindi quante castagne ci ha riservato questo autunno…

Castagna 1: l’era all’idrogeno continua ad essere posticipata

In questi mesi mi è ricapitata in mano una edizione del 2002 de “L’era all’idrogeno” di Jeremy Rifkin.

In tale testo, a pagina 251 leggiamo:

la Shell è convinta che i veicoli alimentati da cella a combustibile ad idrogeno probabilmente entreranno massicciamente nel mercato automobilistico europeo e americano entro il 2005

Come vedete ho dato qualche annetto in più (siamo oltre la metà del 2008) a Mr Rifkin, sperando che si trattasse solo di un ritardo trascurabile…però ora mi dolgo nell’osservare che di tale mercato di auto ad idrogeno non vi siano tracce significative.

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