The Commodore Deal
1 Il deal
Il deal era specificato nella prima pagina dello User Manual:
Commodore offre il comodato d'uso gratuito del Commodore 32 (C/32) purché vengano soddisfatte le seguenti condizioni d'uso
- Il C/32 deve rimanere acceso per almeno 16 ore al giorno, di cui almeno 15 connesse alla linea modem dei Commodore Partners.
- Nessuna parte del C/32 può essere smontata o alterata in qualsivoglia modo. I sigilli di garanzia, se rotti, invalidano il presente accordo, e richiederanno il pagamento del prodotto come nuovo, pari al prezzo attuale a $150.000.
Il 1984 era un strano momento per proporre questo tipo di prodotto: il video game crash dell’anno prima aveva depresso il mercato dei videogiochi, e Commodore cercava un nuovo prodotto che potesse dare nuova linfa all’azienda. Anziché puntare sul mercato consumer, Commodore propose il C/32 al mercato business.
Il deal si poteva applicare sia agli uffici che alle case di tutti gli Americani, ma il C/32 era diverso dagli altri Commodore a 8bit. Pur avendo una risoluzione a 640x200 punti, e la capacità di gestire 256 sprite, aveva uno schermo a 80 colonne, e disponeva di 16Mb di RAM e 16Mb di ROM, con un particolare indirizzamento a 25 bit. Di questi 16MB di ROM, 512 KB erano su una EEPROM che poteva essere riscritta dal modem fino a 10.000 volte. La Commodore offriva un accesso ad un sistema distribuito di C/32 che poteva essere pagato a parte, al costo di 0.25 centesimi l’ora.
Mentre il C/32 era acceso era possibile usarlo sia per giocare che per programmare, poiché le cartucce potevano essere estratte dalla parte frontale senza rischi: erano elettricamente isolate appena si premeva il pulsante di espulsione.
Esternamente il C/32 era molto diverso dal C/64 o dal Vic20: disponeva solo dell’interfaccia modem, delle prese per la corrente e dello slot cartuccia frontale, più le uscite audio/video per attaccarlo ad una TV o ad un monitor.
La Commodore era stata avara di dettagli sul suo funzionamento interno: di certo avevo un 6510 modificato per indirizzare il maggiore quantitativo di memoria, ma non era per nulla chiaro come il CommodoreModem gestisse tutta quella RAM, che era tantissima (oltre 250 volte quella del C/64).
Jack sapeva che chi aveva provato ad aprire il C/32 aveva fritto i chip interni; in rari casi qualcuno si era trovato costretto a pagare il danno perché la Commodore aveva annullato il comodato d’uso gratuito richiedendo il pagamento del prodotto.
Rick aveva letto su un ciclostile pirata come fare, e assieme si erano trovati a casa di Josh per mettere in atto il loro piano. Sul tavolo c’era il C/32 connesso alla corrente, due tubetti di super attack, un coltellino e parecchi cacciavite.
Stavano per fare qualcosa di lievemente illegale e rischioso, e la cosa lo esaltava.
Si vociferava che Commodore stesse per comprare la moribonda Atari, ma non era chiaro a che scopo.
Spensero il C/32. “Abbiamo 8 ore per aprirlo, studiarlo e poi riattaccarlo alla corrente, niente panico” disse Rick, mentre Josh staccava la spina. Poi Rick segò delicatamente i sigilli a lato del computer. Dopodiché girò il C/32 ed iniziò delicatamente a svitare le viti ai 4 lati.
- Come facciamo ad evitare che il meccanismo di protezione frigga le EEPROM?" chiese Jack. - Con il super attack - gli rispose Josh - Ora Rick aprirà quanto basta la placca, e noi inseriremo il super attack ai 4 lati delle molle che potete intravedere all’interno. Dobbiamo aspettare diecin minuti che si ascighi, ma la procedura è testata, lo hanno già fatto in Minnesota.
Detto fatto, i tre amici attesero pazientemente che il super attack si solidificasse, dopodiché Rick e Jack iniziarono delicatamente a sollevare nuovamente il coperchio inferiore, mentre Josh verificava che le molle non si muovevano.
- Ok alzate.
Rick fece tre foto con la Polaroid di sua sorella. Tutti Pendevano dalle labbra di Jack, che era l’esperto hardware.
- Hum sembra che il sistema sia diviso in due parti: dal lato sinistro c’è il 6502 e tutta la circuiteria standard che ho già visto, mentre a destra c’è il modem con la sua memoria interna, le EEPROM. Al centro c’è questo strano chip che sembra fare da bus, ha 32 piste, 16 che vanno verso il 6502 e 16 che vanno verso il modem.
- Aspetta è marchiato in modo diverso, c’è scritto… Cyberdine Systems T32 - interloquì Josh che ci vedeva come un aquila sia da vicino che da lontano.
- Ma quindi sono due computer in uno? - propose Rick.
- Una specie - rispose Jack - ma non è per nulla chiaro come funzioni. Di certo questo Chip T32 fa da arbitro e decide chi accede alla memoria che vedete saldata nella parte bassa della scheda, ma è tutto abbastanza strano.
- Rick ma tu ne sapevi nulla? - chiese Josh per allargare il discorso.
- No, finora in pochissimi sono riusciti ad aprirne uno, e comunque hai solo poche ore per smontarlo e rimontarlo, e come vedete i chip sono saldati, è dannatamente lungo come processo. Se si accorgono che lo hai manomesso lo disattivano da remoto, e non si accende più.
- Così ti costringono a portarlo in assistenza per verificare i sigilli
- Esatto, e ovviamente non lo ha fatto nessuno di quelli che ho sentito finora. Ma prima di rimontarlo facciamo uno schema della circuiteria, e segnamoci i numeri di serie di tutti i chip - propose Rick.
2 Collezionare informazioni
Il gruppo dei pirati era eccitatissimo quando Rick portò loro una delle foto che avevano scattato, e l’elenco dei seriali dei chip. Furono molto riconoscenti e gli elencarono lo scopo di ognuno di essi. Permaneva il mistero sul chip della Cyberdine Systems. Ma la sorella di Rick, Penny, era una giornalista in erba e sapeva trovare di tutto, così andarono alla biblioteca della città a spulciare gli archivi dei giornali, cercando informazioni precendenti al “giorno del Commodore Deal”.
Saltò fuori che la Cyberdine Systems era stata fondata un anno prima in California, e che era riuscit a fare un accordo con il CEO di Commodore Jack Tramiel, la settimana in cui il video game crash era entrato nel vivo.