Ribilanciare
Overview
Intro: Gestire la Fortuna
C’è un bel capitolo nel “Principe” di Machiavelli in cui l’autore tratta di come gestire la sorte (che lui chiama “fortuna”). Machiavelli conclude che essa è come un fiume impetuoso a cui il Principe può mettere degli argini, ma mai nessun argine sarà abbastanza alto per fermare un evento avverso.
Il mercato azionario è la medesima cosa: ricordate che state giocando con il fuoco, che scottarsi è parte integrante del rischio, e che potete scegliere quanto rischio prendervi, ma non potete azzerarlo.
Detto questo, oggi parliamo di ribilanciamento e di attualità, in particolare di dove sta andando Nvidia, per cui questo è un cross-post dedicato anche alla Intelligenza Artificiale e all’Autunno pieno di sorprese che ci aspetta. Potrebbe trasformarsi in un terremoto oppure nell’ennesima onda rialzista, vedremo.
Cosa è il ribilanciamento del portafoglio?
Il ribilanciamento del portafoglio è una pratica che porta a vendere o comprare gli strumenti che avete in portafoglio per riportarlo alle proporzioni decise inizialmente. Se per esempio inizialmente avevate una divisione 40% azionario e 60% obbligazionario, se il valore delle azioni aumenta molto più delle obbligazioni, il ribilanciamento consiste nel vendere le azioni e comperare obbligazioni, oppure per es comperare più obbligazioni per riportare al 60%.
Prima di fare un esempio pratico, ricordate che il ribilanciamento del portafoglio restringe la dispersione dei risultati intorno alla media. Studi basati sul mercato americano suggeriscono di applicarlo una volta ogni 1-2 anni per risultati ottimali
Ho letto una volta un articolo che osservava come l’investitore morto (cioé colui che non attuava alcuna correzione in un arco temporale lungo) riuscisse a battere il mercato molto meglio degli altri investitori attivi: non era il migliore in assoluto ma finiva nella top 5 tipo (ricordate che è impossibile essere il migliore in assoluto by design, perché il mercato si adatta in condizioni perfette).
In soldoni, colui che non si fa prendere dal panico, non segue le mode oppure non disintegra il suo patrimonio in commissioni con continue operazioni è il vincitore di questa pratica magica chiamata investire nel mercato.
E quindi come procedere? Dal 2000 al 2008 sembrava che investire in fondi comuni di investimento proposte dalle banche fosse una buona idea.
Lavorando dall’interno (sviluppavo un software di gestione del portafoglio Clienti per Istituti Finanziari), e limitatamente alla mia esperienza, mi resi conto che questi prodotti di fatto convenivano solo ai dipendenti della banca, poiché loro erano esentati dalle commissioni: sottraendole al guadagno ottenuto, il risultato era simile a quello di un buono del tesoro Italiano, che come sappiamo è più sicuro e ha vantaggi fiscali maggiori.
Inoltre la maggior parte di questi prodotti venivano “centrati” alla nascita, e poiché investono in tantissimi strumenti finanziari, la loro ricalibrazione mi è sempre sembrata molto modesta.
Non è un caso che la crisi dei subprime del 2008 abbia disintegrato il valore di alcuni di questi prodotti; ora sia chiaro che queste sono impressioni del tutto parziali, ma negli anni mi sono fatto l’idea che conviene rischiare con l’accoppiata BTP+ETF anche perché gli ETF sono strumenti che hanno pochissimi costi commissionali, e gli istituti finanziari sono stati restii a proporli per moltissimo tempo.
Ribilanciare cum grano salis
Supponiamo di avere un portafoglio che ha “sbordato” e quindi ora ha la seguente situazione:
| Tipologia | Target | Situazione corrente | Controvalore Investito corrente |
|---|---|---|---|
| Azioni pure | 10% | 28% | 28k |
| Obbligazioni | 70% | 58% | 58k |
| ETF Azionari | 20% | 14% | 14k |
In questo momento questo portafoglio “tira” agevolmente perché la parte azionaria+etf è in attivo intorno al +35%, mente le obbligazioni sono di fatto a 0% perché investite su BTP a scadenza un pò vecchi, con tassi bassi rispetto alle ultime emissioni. Se si verifica un evento avverso però la parte Obbligazionaria ci protegge da oscillazioni negative, inoltre emettono una cedolare a intervalli regolari.
Per riportare gli ETF al 20% prendo il valore totale dell’investimento (28+58+14=100k) e lo moltiplico per il valore desiderato 20% ottenendo che devo portare gli etf a 20k, comperando di fatto 6k di strumenti (20-14).
Similmente dovrei vendere 18k di azioni per riportarle al desiderata del 10%. Dovrei anche fare una correzione sulle obbligazioni pari al 2%.
In generale il mio suggerimento è di effettuare solo uno “steering” orientando i proprio risparmi futuri, poiché giocare a vendere/comperare è possibile, ma le commissioni e le tasse potrebbero ridurre l’efficacia della nostra azione; comperare solo strumenti è più economico anche se più rischioso.
Lo steering consisterebbe nel centrare i 28k considerandoli il 10% del target, e quindi usare come base del 100% il valore 280, e comperare nel tempo quello che manca per portare le obbligazioni per es al 70% anche se questo approccio è costoso e quindi può richiedere tempo.
Parliamo di Nvidia
Nvidia ha battuto ancora le attese e ha incrementato gli impegni verso i fornitori passati da 119 a 279 miliardi.
Leggiamo dal Wall Street Journal:
On Wednesday, the world’s only $5 trillion company reported its second-quarter earnings, which included the blockbuster mic drop that the company expects its revenue to grow much faster than Wall Street analysts had been expecting. Shares climbed in after-hours trading en route to a $442 billion gain Thursday.
L’articolo si intitola “Nvidia insiste che può continuare a stampare denaro per fondare il boom dell’IA” (Nvidia Insists It Can Keep Printing Money to Fund the AI Boom): al momento Nvidia ha una capitalizzazione di 5 trilioni di dollari (4300+ miliardi di euro al cambio attuale) e le IPO (quotazioni in borsa) di Anthropic e OpenAI attese per l’autunno potrebbero mettere sul piatto altri 5-6 trilioni (le due aziende stanno cercando di quotarsi a 3 trilioni).
In questa situazione surriscaldata, rimanere un minimo liquidi per ribilanciare su prodotti più “statici” come le obbligazioni potrebbe essere una buona idea (ma as usual, questa è solo una proposta, molto dipende dalla vostra propensione al rischio).
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