Forse Forse


Mio figlio  ieri sera mi guarda disteso sul lettone e chiede: “Papà ma anche nella tua pancia c’è un bimbo?”
Sto ingrassando….

Domenica mattina

Nel silenzio tombale, il figlio mio si sveglia assonnato, sciabatta verso la sala immersa nella luce mattutina, poi si gira verso di me (che lo seguo in stato semi comatoso) e mi chiede: “Forse forse…forse forse mamma va svegliata…”

E io gli rispondo: “tesoro è l’alba di domenica, sono le 7:00, oggi non si deve nemmeno andar a far spesa, la facciamo dormire un po’ la mamma?…”

“Nooooo, di giorno non si dorme!….”

 

Tu sei piccolo Mattia?
“No, i bambini piccoli vanno al nido” e così facendo unisce il pollice e l’indice per farmi vedere quanto sono piccoli i bambini piccoli
“I bambini piccoli piangono sempre”
E tu sei grande mattia?
“Nooo io non sono grande” e allarga le braccia per fare “grande”.

 

Oggi papà compie quarant’anni, e tu tra pochi giorni ne compi quattro figlio mio. Tuo papà ha dieci volte la tua età. E’ meno preoccupato per il tuo futuro rispetto a quindici anni fa, quando eravamo la barzelletta del mondo (ora siamo un po’ più rispettati, anche se non sapendoci prendere sul serio sembriamo sempre una Nazione di serie B).

Matteo Renzi ha l’età del tuo papà, ed è il primo premier non ottuagenario (oppure non ottuso) che abbiamo da decenni, forse da secoli. In europa Renzi è considerato un furbetto, ed in parte lo è. Ma non è bravo come Berlusconi, per cui ahimé per lui (e fortuna per noi) dovrà impegnarsi parecchio per tracciare un solco nella storia; questo vuol dire che dovrà attuare delle vere riforme sociali, e non potrà occuparsi degli affari suoi come fece un presidente del consiglio di qualche governo fa.

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Con me o contro di me

Quando frequentavo le medie inferiori nella mia classe si formarono due pseudo bande. I due presunti “capetti” non amavano molto la neutralità: “O sei con noi o sei contro di noi”. Per cui non mi fu possibile stabilire legami stabili con tali loschi figuri. Questa rigidità mentale era giustificata dalla giovane età oltre che dal fatto che si trattava di una scuola di periferia.

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Napolitano bis

La rielezione di Giorgio Napolitano come presidente verrà portata storiamente come prova della crisi in cui la seconda repubblica versa in questo periodo.
Da un lato il blocco dei partiti tradizionali (PD,PDL,Scelta Civica, SEL, Lega…) ha sempre voluto rifuggire un accordo con il neonato movimento cinque stelle (M5S). Simmetricamente l’M5S ha proposto Rodotà come presidente senza mai aprirsi ad una discussione.

In parallelo, il PD ha subito una implosione interna inaspettata e molto grave. Bersani ha fatto credere che vi fosse un accordo con il PDL per l’elezione del presidente, ma tale accordo non si è mai veramente concretizzato. In compenso alla quarta votazione il PD ha tentato di candidare Prodi, il nome più inviso a Berlusconi. Ben 100 paralemntari del PD si sono dissociati, provocando le dimissioni non solo di Bersani ma di tutto il gruppo della segreteria.

Il successivo accordo per la rielezioni di Napolitano è stata una scommessa al ribasso, poiché un accordo tra PD e PDL era oramai infattibile, e rischiare che il candidato del M5S passsasse sarebbe stata una opzione invisa a tutti gli altri partiti “istituzionali”.

Per cui nemmeno sul predisente della repubblica la politica italiana ha saputo rinnovarsi. Ora circolano voci pre-cambriane su un possible primo minstro (Amato…) e questo porterà ad una ulteriore radicalizzazione dell’M5S.

Per fortuna Napolitano è ben consapevole della situazione, e farà quanto è in suo potere per tenere la barra al centro.

Ma l’instabilità del PD, unità ad una granitica ambiguità tatticista del PDL e ad un arroccamento fine a sé stesso del M5S non sono elementi facilmente conciliabili. Vediamoli in dettaglio.

PDL

Il PDL continua a pensare al momento giusto per le nuove elezioni. Come durante l’ultima campagna elettorale, Berlusconi valuta con uno zelo incredibile tutte le opzioni e le sotto opzioni. Perfino quando si accorda su Napolitano, valuta la Cancellieri come opzione secondaria. E’ uno scacchista politico di livello diabolico. consultando i sondaggi sta cercando il periodo giusto in cui andare alle elezioni, e non si esclude sia Giugno: con il PD allo sbando, l’unica variabile casuale è l’M5S, da cuocere a fuoco lento con i media. In questo anche i giornali più indipendenti come Repubblica e il Corriere della Sera gli stando dando una grande mano, anche se non se ne rendono conto.

PD

Il PD probabilmente è sulla via della scissione. La corrente di Renzi è troppo sbilanciata a destra per poter coesistere con il vecchio modus pensandi dello zoccolo duro di derivazione comunista. Le dimissioni della Bindi e della segreteria di Bersani sono un chiaro segno in questo senso. Renzi è dispostissimo a scendere a patti con Berlusconi quando dice “Non voglio mandare in galerea Berlusconi, lo voglio in pensione”. D’Alema sperava forse di diventare presidente della Repubblica.

 

M5S

M5S credeva che qualunque strada che implicasse la sua astensione fosse a suo vantaggio. Ora che ciò è avvenuto, ora che il “sistema” li sta tagliando fuori democraticamente, stanno prendendo paura. La para che forse con Bersani si poteva discutere, fare un esecutivo, avere una minima possibilità di incidere benché forse non era facile da fare.

L’M5S si è inimicata tutta la lobby giornalistica, e questo non era un’impresa facile, visto che la polarizzazione politica che c’è dal 1992 rende spesso le testate contrapposte. Sembra invece che l’opinione che i giornali hanno sull’ M5S sia identica sia su testate come Repubblica che su Libero.

E’ quindi difficile dare un giudizio obiettivo di M5S in questo momento. Gaffe, svarioni ne hanno commessi molti, aluni anch epoco educati.

Conclusioni

L’aspetto meno rassicurante della vicenda delle ultime ore è l’insistenza con cui circola il nome di Giuliano Amato come primo ministro: un uomo troppo legato alle vetuste logiche della prima repubblica per poter fare la differenza, almeno a nostro avviso.

Amato non è in grado di comprendere il dolore dei giovani che non trovano lavoro, delle famiglie tartassate dall’IMU senza che ne avessero colpa, delle PMI che chiudono perché le banche sono alla canna del gas.

Amato può tentare un governo di unità nazionale,  ma finché Grillo non capisce che il vero elemento di entropia è Berlusconi, finché si continua a tenerlo in gioco come bullone centrale della democrazia, questo paese non cambierà mai. Il PD non ha saputo costruire un’alternativa in così tanti anni di opposizione. Non ha saputo “bucare lo schermo”. Il PDL sa comunicare, ma è chiuso nella difesa giustizialista di Berlusconi. L’M5S sa entrare in contatto con le forze civiche guardiane della democrazia, ma non riesce ancora a mettere il contatto con il resto del mondo politico.

 

 

 

 

 

Ma in fondo non è reato

E’ veramente tenero il modo in cui i moltepici portavoce del governo tentano la disperata difesa del Brelsuca World. Proprio mentre gli echi della corruzione Bertolaso rimbalzano sullo sfondo, la crisi della società italiana continua, sentiamo difese disperate.

Si è arrivato a dire che il privato è privato, in fondo se una si prostituisce sono affari suoi, la fidanzata è sparita…

Lettere a mio figlio: libertà

Ciao bimbo mio,
mancano approssimativamente 210 giorni prima della tua nascita. Il tuo papà e la tua mamma vorrebbero sapere prima il tuo sesso, più che altro per comperarti un pigiamino del colore giusto, come moda comanda. Non che ci siano molte scelte: se sei maschietto il pigiamino sarà blu, se sarai femmina sarà rosa.

Mentre cresci e ti allunghi (stai passando da 11 mm a circa 20mm in qualche settimana) penso a te, e immagino tutte le cose che tu potrai diventare e poi fare; intendo cioé che non penso solo al tuo pigiamino!

Però vorrei evitare che diventassi stronzo. Per questa ragione vorrei fare una lista dettagliata di tutte le cose che ti aiuteranno a diventare una persona indipendente, onesta con sé stessa e con gli altri, tollerante e sicura delle sue idee.

Una cosa fondamentale è imparare a conoscere se stessi. E’ una cosa lunga e difficile, e richiederà molto tempo. Parte integrante di questo processo è il tentativo di mantenere una certa indipendenza dagli altri, sfruttando una cosa che chiamiamo “libertà”.

Nelle società moderne la libertà è spesso un valore assodato, codificato nelle Costituzioni. I Paesi che negano la libertà lo fanno in modo elegante, definendo questa limitazione per il bene comune. Di solito le persone che parlano di libertà lo fanno perché vogliono togliertela. Per cui diffida bimbo mio di chi parla troppo di liberta, fidati piuttosto di chi si batte (non combatte) per difendere la libertà di tutti.

In Italia molti giornalisti preferiscono incatenarsi alle loro opinioni,  schierarsi politicamente piuttosto che mantenere obiettività e libertà: spero che questa situazione migliori presto nei prossimi dieci anni, affinché tu bimbo mio non debba vergognarti del nostro paese.