Con me o contro di me

Quando frequentavo le medie inferiori nella mia classe si formarono due pseudo bande. I due presunti “capetti” non amavano molto la neutralità: “O sei con noi o sei contro di noi”. Per cui non mi fu possibile stabilire legami stabili con tali loschi figuri. Questa rigidità mentale era giustificata dalla giovane età oltre che dal fatto che si trattava di una scuola di periferia.

Per vent’anni il Brelusca World ci ha assuefatto ad un modo di pensare in cui non solo devi essere dalla sua parte, ma impedire che vada in galera. E’ un po’ come se uno in fila alle poste si candidasse per saltare la fila o peggio richiedere un salvacondotto per tutte le sue raccomandate. Oppure come se una persona a cui bocciassero il figlio in terza media ruggisse contro i professori comunisti e chiedesse a gran voce al presidente della Repubblica di intervenire, in cambio della sua rielezione (come sembra sia successo…).

Il nostro ex statista e presidente del Milan è stato giudicato colpevole di una serie di reati abbastanza imbarazzanti, e mediamente gravi, tra cui indebite pressioni verso un magistrato minorile.
Se al posto di Ruby ci fosse stata vostra figlia, e avesse chiesto di metterla in prigione, voi sareste ancora dalla sua parte?

Perché nessuno lo chiama con il suo nome e cioè abuso di potere?
Chi vuole che una persona così pericolosa, debole e ricattabile sieda ancora in parlamento?

Si badi bene che non ne sto facendo un discorso morale, anche se chi si dichiara cattolico dovrebbe pensarci due volte prima di votare un ultra sessantenne dedito a tali pratiche.

Insofferenze pericolose

Il movimento cinque stelle  è entrato in parlamento da pochi mesi, e già risente della sindrome di “toleranza zero alla discussione”, molto applicata nel PDL che tanto dileggia. Piuttosto che razionalizzare la strategia comunicativa, la Casaleggio&Grillo hanno preferito espellere tutti quelli che osano anche solo riportare i due a più miti consigli, anche attraverso timidi suggerimenti.

E’ forse un reato far notare a Grillo che non può incensare Gabanelli e Rodotà un minuto prima, e sparare fango su di loro un minuto dopo, per il solo fatto che si permettono di esprimere le loro opinioni?

Nemmeno nelle peggiori democrazie si commettono tali grossolani errori.
Gli ultimi attacchi alla stampa da parte di un movimento che desidera mettere tutto in rete, riprendere tutto, essere cristallino sono contraddittori.
Se M5S non vuole riunioni a porte chiuse, perché mostrare una tale insofferenza verso i giornalisti che fanno domande in parlamento? Non è forse il tentativo di nascondere una palese inadeguatezza dei propri parlamentari, impreparati (non per colpa loro)  a gestire torme di giornalisti forse maliziosi, ma sicuramente con una professionalità che va perlomeno rispettata?

Siamo certi che riempire pagine del blog di parolacce sia inoltre un modo costruttivo?

Chi dice che la talpa che parla con i giornalisti è una “merda”, stia molto attento: le tue azioni e le tue parole devono essere coerenti se non proprio inattaccabili, e chi rivela gli incontri “segreti” (ma non erano pubblicati sul web?)  ci sarà sempre, rassegnatevi.

 

Il mito dei social network

Breaking News: La democrazia indiretta  è una evoluzione di quella diretta, non il contrario!
La democrazia diretta si applicava nella polis Ateniese, parecchi anni prima della nascita di Cristo. Potevano votare solo i cittadini che avevano sia padre che madre ateniesi (ai tempi gli immigrati non erano ben visti) e con volumi ridotti.
Dopo la rivoluzione francese, la comune di Parigi tento di applicare un sistema di democrazia diretta, poi venne Napolene che risolse con la sua personalissima versione di democrazia, in cui non c’era più bisogno di votare.

Sperare che qualche form web possa risolvere problemi così antichi e complessi, equivale a dichiararsi degli sprovveduti politici a 360 gradi.

 

 

 

 

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