Manovra che fa manovra

Dopo averci fatto perdere quasi tre settimane a discutere della manovra, il governo l’ha cambiata almeno per tre quarti.

Le nuove proposte prevedono:

  • l’abolizione delle province (ma non avevano appena votato per tenerle, anche con il placet dell’opposizione?!)
  • il dimezzamento dei parlamentari. Questa è un’ottima cosa
  • l’abolizione del contributo di solidarietà
  • una fantomatica lotta all’evasione fiscale “scaricata” sugli enti statali (comuni, regioni, visto che le province se ne smammano). L’ipocrisia qui è dovuta al fatto che siamo passati dal paese che “”
Il premier non vuole l’aumento dell’IVA, ma mancano all’appello quasi 5 miliardi, e quindi molto probabilmente tale aumento ci sarà.
Della manovra presentata tre settimane fa c’è rimasto solo un quarto circa: ci chiediamo come la BCE possa vedere un azione di questo tipo, e i mercati come possano darci credibilità.
La maxi-patrimoniale paventata è diventata un giro di vite sulle società di comodo alle quali i lavoratori autonomi intestano spesso appartamenti, auto di lusso e barche.
Oltre a questo, gli statali e le coop sono le entità più vessate. L’attacco alle coop è ovviamente un attacco a quella modalità di fare business cara alla sinistra, e anche la “vessazione” degli statli rientra in questo progetto.
In sintesi da un lato si riduce l’attacco al ceto medio, ma dall’altro ci si indirizza verso una politica a basso/nullo investimento sul futuro. E’ forse venuto il momento di riconoscere che Berlusconi con i suoi 75 anni di età non è quella forza giovane e fresca che ci serve per uscire dalla crisi?

Giulla-Re

Speriamo che questa manovra non sia così pessima come appare…ho seguito personalmente la conferenza stampa di venerdì sera, e sono qui a darvi le mie impressioni, dopo doverose riflessioni e la lettura dei maggiori quotidiani italiani.

Leggiamo su Repubblica, che la manovra in atto prevede 45 miliardi aggiuntivi in due anni.

http://www.repubblica.it/economia/2011/08/12/dirette/crisi_italia_12_agosto-20347856/?ref=HREA-1

Per fortuna la memoria storica di Wikipedia e di Repubblica (http://www.repubblica.it/online/fatti/rifondazione/prodi/prodi.html) ci ricordano che nel 1996  fu varata una finanziaria di 62.500 miliardi di lire, cioé circa 31 miliardi di euro al cambio fisso.
Quella manovra fu varata dal governo prodi per “entrare in Europa” e fu considerata un vero salasso; tale “contributo straordinario” non fu completamente restituito due anni più tardi.

Ora si parla di un “addon” di 45 miliardi in due euro, e da più parti si dice che sia la manovra più grande della Repubblica.

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Brelusca World: la finanziaria

In questi giorni in Italia si sta discutendo sulla manovra economica prossima ventura. Il presidente del consiglio, mr B. ha detto “ghe pensi mi” a far quadrare tutto. Vediamo i fatti.

Il ministro dell’Economia Tremonti ha imposto una manovra da 25 miliardi di euro, circa 50.000 miliardi delle vecchie lire. Per fare un paragone, il primo governo Prodi fu costretto a varare una manovra da 60.000 miliardi di lire per entrare in Europa.

Sembra quasi che ne siamo usciti!

La cosa più sconcertante è che in questo governo non è possibile discutere delle decisioni del duo B&T: Tremonit esige, Berlusconi non può opporsi ai numeri. Per cui ogni ministero si è messo allegramente a tagliare, inventando decurtazioni umoristiche (come il taglio delle tredicesime delle forze di polizia) salvo poi ritornare sui suoi passi appena la “boiata” è risultata palese.

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Troppe assenze fra gli studenti e la preside li controlla con l’iPod – Milano – Repubblica.it

Badge ai ragazzi, display in aula e la preside che tiene tutto sotto controllo attraverso l’Pod: nell’istituto Bertarelli, a Porta Romana, il computer registra anche voti, note e progetti didattici. Costo: 20mila euro. Da coprire attraverso gli spot degli sponsor che saranno trasmessi sui monitor dei corridoi

Incredibile a dirsi, ma qualcosa si muove nella scuola italiana: nonostante il disinteresse della politica, c’è ancora voglia da parte dei docenti di fare la differenza, partendo dal basso.
Speriamo che le future politiche del governo pensino ad investire nella scuola pubblica, invece che fare concessioni a pioggia alla scuola privata.
Il leit motiv che dice che la scuola privata fa un servizio pubblico è una contraddizione in termini: sarebbe vero se la scuola privata non fosse a pagamento.
Di questo passo, anche il gioielliere verrà acclamato come un benefattore pubblico…