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Che cosa ci ha insegnato l’IPhone – Parte Seconda

This entry is part 2 of 4 in the series IT Economy

Nel primo dei nostri articoli abbiamo analizzato in modo dettagliato il successo dell’iPod. Vogliamo ora prendere in considerazione il caso dell’iPhone, che sta riscuotendo un buon successo e che nato (quasi) dal nulla è diventato un prodotto vincente.

Quando un grande player vuole affacciarsi in un mercato che non conosce, deve stare molto attento. Lo sa bene la Microsoft, che con Zune e XBox ha creato una buona base di utenti, ma a faticato non poco per affermarsi e ha dovuto lavorare molto sull’aspetto di management più che su quello commerciale. Inizieremo con un esempio per spiegare la stragegia dell’iPhone di Apple.

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January 12, 2009   No Comments

Che cosa ci ha insegnato l’iPod – Parte Prima

This entry is part 3 of 4 in the series IT Economy

Grazie al periodo natalizio, pieno di Regali, la redazione di Gioorgi.com è riuscita a guardare da vicino l’Apple iPhone 3G, chiamato anche “Melafonino”.

Così abbiamo iniziato a fare una serie di considerazioni sull’iPhone e abbiamo tratto delle conclusioni interessanti.
In questo primo articolo inizieremo a parlare di iPod, per poi introdurre l’argomento iPhone in un secondo intervento.

Negli ultimi due anni e mezzo la Apple ha iniziato a trasformarsi da società venditrice di Personal Computer di fascia alta con una forte riconoscibilità, ad un a società che aspira a vendere apparecchiature avanzate di diverso tipo. Questo percorso è iniziato con l’iPod, ed è poi proseguito con l’iPhone. Si noti che questa strategia si è affinata nel tempo. Inizialmente l’iPod sembrava più un gadget per veicolare e rafforzare l’iTunes Music Store. L’avventura del negozio on line di musica era molto rischiosa: innanzitutto perché esistevano (ed esistono) già innumerevoli servizi similari, e poi perché il loro successo era risibile. Microsoft ha faticato non poco a entrare in questo mercato, e lo ha rafforzato con Zune solo dopo che l’esperienza della Apple era parsa convincente in quel di Redmond.

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January 5, 2009   3 Comments

Questa strana crisi

La crisi dei mercati che stiamo vivendo è tutta particolare.

Da un lato, ci sono continui crack finanziari, accompagnate da pericolose oscillazioni delle aziende. Dall’altro, osserviamo che i consumi stanno rimodulandosi verso il risparmio, ma la gente continua a spendere.

Analizziamo la crisi finanziaria servendoci di qualche esempio

  • Pochi mesi fa, la stabilità di ING Direct era in pericolo, anche se la notizia non è rimbalzata oltre i confini dei giornali specialistici. A fine ottobre  l’ 8.5% di ING Direct è stato statalizzato, scongiurando una crisi che avrebbe minato la credibilità di molte banche. Se anche solo la notizia di una possibile instabilità di ING fosse trapelata nei giornali “popolari”, sarebbe scoppiato il panico. Questo non ha impedito ai fondi di ING di scivolare sempre di più verso il basso:

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A Gioorgi.com avevamo già seguito questa tragica caduta, cercando di condirla con un pò di ironica rassegnazione.

Tra le buone notizie, che stimolano i consumi ci sono sicuramente:

  • Un abbassamento generalizzato del tasso di interesse, operato dalla BCE:

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  • Un effetto deflazionario, che benché non incoraggiante consente di operare ancora sui tassi di interesse, riducendoli se necessario. Al momento l’effetto deflazionario non ha ancora mostrato i suoi effetti negativi, ma solo positivi, come ci mostra il punto seguente.
  • La riduzione delle tariffe di gas ed elettricità.
    In generale,  l’abbassamento del costo delle materie prime è una spia del fatto che la produzione industruale è in frenata. Siccome questo fenomeno è generalizzato, può avere effetti positivi sui consumi. Inoltre i costi delle materie prime si erano alzati per la speculazione di alcuni fondi pensioni americani, alla ricerca di diversificazione  (questo punto è stato sviscerato da una puntata di “Report” circa un mese fa [1]). Il fatto che ora queste quotazioni  stiano tornando a valori più vicini al prezzo che è disposto a pagare il comparto industriale fa ben sperare per una ripresa dell’economia.
  • I consumi alimentari hanno registrato un andamento molto positivo, con oltre 3 miliardi spesi: per averne un riscontro, consultate i servizi apparsi sul Corriere e sui telegiornali nazionali.

Urlare ai quattro venti il rischio deflazione è quindi allarmistico: c’è una minaccia potenziale, che per ora non si è tramutata in un pericolo.

Conclusioni

E’ molto importante sottolineare che almeno fino a questo momento, il comparto industriale non mostra evidenti segni di peggioramento, né vi sono prove che tale crisi  sia correlata strettamente alla crisi finanziari. Può essere stato acuito da quest’ultima, nello stesso modo in cui un mal di schiena può peggiorare la prestazione fisica di un tennista. L’economia Italiana (ed Europea) era già in frenata prima dell’autunno 2008, per cui non si può pretendere né che gli indici economici siano in ripresa né che il comparto automobilistico non accusasse i colpi di una contrazione della domanda del settore.

Un discorso diverso va fatto per gli Stati Uniti d’America, dove l’aumento della disoccupazione è legato alla crisi finanziaria in atto: ma Obama sta già lavorando da più di un mese su questi argomenti, e si vedrà la sua bravura da quello che riuscirà a fare nei prossimi cento giorni.

Riferimenti

[1] Leggiamo sul sito di Report:

[...]E’ la bolla delle materie prime del 2008, che deriva dalla bolla delle case del 2004, che deriva dalla bolla della finanza del 2002, che deriva dalla bolla delle azioni del ‘99 e che oggi alla fine sta collassando.[...]

[2] Le tariffe italiane nel settore _TLC non sono poi così male

December 27, 2008   No Comments

La crisi che non tocca il Black Friday

In America  si definisce Black Friday è negli Stati Uniti il primo venerdì successivo al Thanksgiving Day (Giorno del Ringraziamento), e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio.

Su Wikipedia leggiamo che:

Si tratta di una festa non ufficiale che tuttavia assume una grande importanza sotto l’aspetto commerciale poichè costituisce un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti sia indirettamete sulla capacità di spesa dei consumatori americani tanto da essere attentamente osservato e atteso dagli analisti finanziari e dagli ambienti di borsistici americani e internazionali.

Le grandi catene di commerciali offrono in questa occasione notevoli ed eccezionali promozioni al fine di incrementare le vendite.

Il termine Black Friday è nato a Philadelphia e deriva il nome dal pesante e congestionato traffico stradale che si sviluppa, per l’occasione, in quel giorno.

A Gioorgi.com abbiamo quindi provato a chiederci che cosa sarebbe successo il Blakc Friday, controllando la cronaca il giorno successivo a tale data.

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December 6, 2008   1 Comment

I dati della crisi

In un articolo del corriere della sera del 19 novembre 2008, leggiamo un inciso che dà un’idea della crisi in atto. Si riporta una discorso del ministro del Tesoro Henry Paulson (grassetto nostro):

Paulson [...] ha spiegato che, anche se la crisi rimane grave, non è cosa da poco che il sistema sia sopravvissuto a una spaventosa distruzione di ricchezza. Ed ha fornito un dato impressionante: le istituzioni che nei mesi scorsi «sono fallite o hanno vissuto una situazione che equivale a un fallimento», e cioè Bear Stearns, IndyMac, Lehman Brothers, Washington Mutual, Wachovia, Fannie Mae, Freddie Mac e il colosso assicurativo Aig, all’ inizio del 2008 avevano un patrimonio complessivo di 4,7 trilioni di dollari: una cifra pari a due volte e mezzo il Prodotto interni lordo dell’ Italia. Una ricchezza andata quasi completamente in fumo.

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November 25, 2008   No Comments

Che sia semplice!

A Gioorgi.com ci occupiamo di software da molto tempo. Giovanni Giorgi respira il software dalla metà degli anni ottanta,  quando il Vic 20 fu commercializzato in Italia (abbiamo trovato molti dettagli sul

nome e la storia del VIC-20, ma la fonte più attendibili è sempre wikipedia).

Dopo così tanto tempo, possiamo affermare uno dei principi fondamentali che qualsiasi persona si occupi di software deve tenere a mente.

Non importa se siete account, ingegneri, responsabili di marketing o semplici sviluppatori junior.
Dovete sempre tenere a mente che il software che producete deve essere facile.

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November 24, 2008   No Comments

La crisi continua

L’andamento delle borse negli ulti giorni (soprattutto la prima settimana di Novembre) non è stata influenzata positivamente né dalle elezioni americane (che portano un presidente con un consenso largo e diffuso) né dall’annuncio della buona salute di Unicredit (che incrementerà gli investimenti alle aziende meritevoli).

Il quattro ed il cinque novembre sono state giornate da dimenticare, ma ieri il dal taglio dei tassi operato dalla BCE (ora sono al  3,25%) ha avuto un primo riscontro incoraggiante.

Il continuo taglio dei tassi avrà un effetto positivo anche sulla riduzione del debito pubblico di Italia e Francia (le nazioni più vicine allo sforamento del rapporto deficit PIL del 3%), e visto che i consumi si sono temporanemante contratti, tutto questo non alzerà a breve l’inflazione.

In conclusione, niente panico…

November 7, 2008   No Comments

Second life: finalmente è morta l’idea che fosse trendy

A Gioorgi.com non siamo avvezzi a credere a tutto quello che dice la stampa.

Per parecchio tempo, il fenomeno “Second Life” ha imperversato sui media: sembrava che se tu non avessi un avatar, un negozio virtuale, un’ “isola politica” o un’attività piazzata su second life saresti stato etichettato come “sfigato digitale”.

In questi giorni è stata rilanciata la notizia secondo cui second life stia andando sempre peggio. Repubblica lo aveva già rilevato mesi fa, ma ora è chiaro il tracollo: su 15 milioni di utenti, solo poco più di 480.000 hanno abitato l’ultima settimana di Second Life (SL for friends). Un  sistema in cui per svagarsi è necessario spendere denaro vero, ed in cui la tua identità non è verificata sa di new economy old style (quella esplosa con la bolla del 2001, per intenderci).

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October 27, 2008   No Comments

Crisi delle banche mondiali

Nell’ultimo mese si è molto parlato della crisi che ha investito il mercato finanziario, e nonostante le già pessime performance di alcuni prodotti, la situazione sta leggermenete  peggiornado.

A Gioorgi.com abbiamo deciso di attendere prima di pubblicare questo articolo. Difatti, benché molte delle riflessioni qui contenute fossero già maturate a fine settembre, i continui ribassi di borsa e il panico da insolvenza rendevano difficile anche una valutazione “a caldo” della situazione.

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October 20, 2008   No Comments

Previsioni mancate: Castagne 2008

Sono sempre stato molto scettico verso le visionarie opinioni di molti “guru”, siano essi tecnocrati o economisti di fama. In italiano si dice “prendere in castagna qualcuno”, quando lo si smaschera, oppure si dimostra che sta sbagliando. Vediamo quindi quante castagne ci ha riservato questo autunno…

Castagna 1: l’era all’idrogeno continua ad essere posticipata

In questi mesi mi è ricapitata in mano una edizione del 2002 de “L’era all’idrogeno” di Jeremy Rifkin.

In tale testo, a pagina 251 leggiamo:

la Shell è convinta che i veicoli alimentati da cella a combustibile ad idrogeno probabilmente entreranno massicciamente nel mercato automobilistico europeo e americano entro il 2005

Come vedete ho dato qualche annetto in più (siamo oltre la metà del 2008) a Mr Rifkin, sperando che si trattasse solo di un ritardo trascurabile…però ora mi dolgo nell’osservare che di tale mercato di auto ad idrogeno non vi siano tracce significative.

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October 18, 2008   No Comments