Intervista a Francesco Cesarini di Erlang Solutions

A language that doesn’t affect the way you think about programming, is not worth knowing.
Yale Professor Alan Perlis

In occasione dell’Elixir Conf siamo lieti di pubblicare una intervista con Francesco Cesarini.  Nel 2009 abbiamo già recensito Erlang Programming A Concurrent Approach to Software Development” scritto a quattro mani con Simon Thompson. Ora siamo lieti di ospitare una intervista ad ampio respiro con una delle colonne portati di Erlang Solutions.

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Il movimento con difetto di democrazia

Si legge nel sito del Movimento cinque stelle…

“A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri.” Beppe Grillo

http://www.beppegrillo.it/2012/12/ritiro_del_logo_del_m5s.html

 

Dal 1992 assisto alla dittatura di un abile uomo politico, di nome S. Berlusconi che si è sempre mostrato allergico alle discussioni. Lo fece nel 1992 quando dichiarò che fosse “intollerabile che al mio partito venga dato lo stesso spazio degli altri” oppure ultimamente quando ha deciso che tornando lui in campo non c’è bisogno di primarie.

Il Movimento cinque stelle è molto giovane, e siamo disposti ad accettare qualche scivolone, ma Grillo ultimamente soffre di eccessiva irosità verso chi non la pensa come dice lui, e ricorda troppo il piccolo dittatore dello stato libero di Banana di Woody Allen invece di essere un riferimento politico forte.

Mercoledì sera ho ascoltato una intervista di Federica Salsi sul programma “Otto e mezzo”.

Mi è sembrata una persona chiara, pacata e concreta, molto meglio della media che vedo in TV. Penso  che il movimento abbia perso una persona molto abile.

Quello che so è che il sito di beppe grillo macina soldi grazie alla catalizzazione mediatica, e che non è stato in grado di presentare una piattaforma democratica chiara. Navigo su internet dal 1993, e vi giuro che ho sempre votato (su mailing list, per email, su siti specifici ecc) senza mai avere bisogno di chissa’ che strumenti evoluti.

Il mio blog non ha un grammo di pubblicità, mentre i siti di Grillo mi ricordano tanto una piattaforma web retrò, con spazi pubblicitari un po’ troppo invasivi per essere un sito di tipo “civico”.

Mi chiedo come il vecchio e burocratico PD abbia mostrato una trasparenza migliore rispetto al fresco giovane e internet-intrippato movimento.

Giacomo Talignani scrive un breve pensiero che condivido:

Perché, secondo l’ex comico, ora leader politico, non c’è tempo, “è una guerra” sostiene e le elezioni sono a febbraio. Dunque prendere Grillo o lasciare. Io prendo i valori M5s (e sarei pronto a votarli in Parlamento) e lascio Grillo. Tutto il pacchetto, senza democrazia, non riesco a comprarlo.

Ma da quando le elezioni sono una “guerra”? E’ la destra berlusconiana che la vede così. Le elezioni sono un momento in cui bisogna proporre uno slancio, una idea innovativa e raccogliere consenso.

Non fare terra bruciata intorno a chi non è allineato ad un “credo” assolutistico.

Le idee non sono tue Beppe. Le idee sono come uccelli che prendono il volo: diventano di tutti, ma chi le sa rilanciare ed estendere ne genera altre, e magari si sente di possederle…

In periodo di elezioni, diffido dei partiti senza democrazia interna, perché in un momento tanto difficile per il paese, chi non sa discutere democraticamente al suo interno, non sa nemmeno governare cercando un punto d’incontro con il diverso.

Grillo per ora lo sa solo espellere, il diverso.

Il PD non ha brillato moltissimo, con cambi di regole da parte di Bersani, e forzature sugli iscritti da parte di Renzi, ma sta insegnando agli altri come si fa. Bersani non è il mio candidato premier, non lo sento vicino ai bisogni della parte più giovane, energica, dinamica e liberista del paese, a cui mi sento di appartenete.

Il PDL ha dato ancora una volta la prova di essere fin troppo sordo alla parola “democrazia” ma molto vicino agli interessi in gonnella del cavaliere.

 

 

 

 

 

 

Restaurant Man

Joe Bastianich è famoso in Italia come giudice di Master Chef. Joe è di origine triestina, e figlio d’arte, per cosí dire: suo padre e sua madre sono famosi ristoratori.

Il libro si presenta in modo molto discorsivo (sembra quasi una sboinatura di una narrazione vocale), e soffre di parecchie ripetizioni, soprattutto nella prima parte; l’editing risulta molto debole.
Il primo terzo del libro è la biografia di Joe, ed è godibile. La parte centrale è una specie di storia dei ristoranti fondati da Bastianich, ed è purtroppo noiosa. Nelle parti migliori, verso la fine, è un raconto delle idee che hanno portato alla apertura del tal ristorante.
Il libro da’ uno spaccato realistico della cultura culinaria americana durante il periodo in cui Joe ed il suo amico Mario fanno scoprire al pubblico della grande mela l’esistenza dei vini e della cultura Italiana.

Anche se Bastianich è conosciuto in italia grazie alla trasmissione Master chief, non ci troviamo di fronte ad uno Chief ma ad un ristoratore per vocazione ed  esperto di vini per passione (e abiltà).

In conclusione questo libro è animato da un seppur genuino desiderio si sponsorizzazione, piuttosto che di racconto della propria vita.

 

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Voto:2/5

Niente panico

E’ oramai da più di una settimana che si parla della crisi dell’Italia. La borsa è continuata a cadare in picchiata, tanto che mercoledì 10 agosto Milano ha perso il 6,6% dopo reiterati ribassi. E’ stato anche il mercoledì nero della Francia, con voci di donwgrading del debito francese, per ora rimaste infondate.

E’ difficile fare un’analisi approfondita, certo è che il primo ministro si è mosso velocemente, ma ha tradito una preoccupazione su cui sicuramente i mercati hanno speculato.

La fretta di farsi trovare preparati ha creato voci confuse che hanno fatto assimigliare il governo Berlusconi al secondo confuso governo Prodi. All’inizio si è detto che non si sarebbero aumentate le tasse, chiodo fisso del nostro premier.

In realtà la situazione è così grave che alla fine risulta che verranno aumentate sia le tasse (con una specie di patrimoniale mascherata da “eurotassa”) sia ristrutturate le pensioni.

Quali sono le conseguenze? E la crisi è reale? Vediamolo assieme.

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Perché l’Italia è il pilastro d’Europa

Da qualche mese la stampa specializzata continua a ciurlare nel manico quando si parla di crisi europea, di Portogallo Irlanda & Grecia, e si tenta di accomunare il destino della Grecia a paesi come la Spagna e l’Italia. Vediamo di confutare alcune di questi “timori economici” in modo ironico ma serio:

  1. Incredibile a dirsi, ma l’Italia ha una evasione fiscale da paura, contrariamente ad altri paesi più poveri. Per cui amici del Financial Times, voi non lo sapete, ma secondo l’Istat
    A livello settoriale l’evasione fiscale e contributiva è più diffusa nei settori
    dell’Agricoltura e dei Servizi, ma è rilevante anche nell’Industria. Se si considera la
    sola economia di mercato, senza considerare, cioè, il valore aggiunto prodotto dai
    servizi non market forniti dalle Amministrazioni pubbliche, il sommerso nel 2008
    rappresentava il 20,6 per cento del Pil, contro il 17,5 per cento calcolato per l’intera
    economia
    .
  2. E grazie alla Berluscheide, la malattia che incoraggia a commettere peccati fiscali perché tanto Brelusca te li perdona, saremo sicuramente arrivati almeno al 20%!
  3. Incredibile a dirsi, ma le banche in Italia non concedono mai prestiti rischiando per davvero, come si fa nel resto dell’Europa. Per esempio quando pagate un mutuo, voi non lo sapete ma lo spread è calcolato per farvi pagare una quota di quel 10% di mutuari che non riusciranno a pagare le rate. In pratica il 90% paga anche per il 10% che non ce la fa. La conclusione è che la banca che confisca una casa, potrebbe anche regalarla alla prima Ruby che passa, perché tanto i soldi li ha già ripresi con gli altri mutui.
  4. Il nostro premier si preoccupa per le giovani senza lavoro, e lo fa con una solerzia senza pari! I loro fidanzati si facciano mantenere dalle pulzelle di Arcore, e l’occupazione è risolta.
  5. Forse non ve ne siete accorti, ma ora abbiamo Mario Draghi alla guida della BCE. E’ italiano, anche se parla l’inglese da dio.
  6. Il governo italiano teme. Ora personalmente a Gioorgi non siamo fan sfegatati di Mr B, ma la sua maggioranza continua a essere solida come una claque a pagamento. E nessun magistrato ha abbastanza fegato per fare quello che si deve fare, al momento, per cui…siamo solidi.
  7. L’Euro è incredibilmente forte nei confronti del dollaro. Nessuno vorrebbe pagare il petrolio con una moneta più debole. Nessuno vorrà abbandonare l’euro a cuor leggero. Certo le tentazioni ci sono, ma tornare ad una moneta isolata, è perdente già sul medio periodo. Quando la lira italiana uscì dallo Sme e deprezzammo la nostra moneta per favorire le esportazioni, anche il nostro potere di acquisto fu devastato, ed era con quello che si comperavano le materie prime. E’ un eccesso che nessun paese europeo dovrebbe pensare di poter fare, ora come ora.
  8. Secondo voi, se temevamo per il nostro debito pubblico, bombardavamo Gheddafi che ne ha una comperato una bella fetta?!…oppure gli abbiamo sempre rifilato sole?…pensateci!…