Ci mancherai, Steve

Ciao bimbo mio, oggi non parliamo di te.

Parliamo di Steve Jobs, che  si è spento ieri, all’età di 56 anni. Steve è il creatore di tutte quelle cose con il logo di una mela che vedi in casa, e no, la Apple non è una catena di  fruttivendoli internazionali.

La prima volta che incontrai i prodotti Apple, ammetto che non ne ero un grande fan. Capitò quando iniziai l’università nel 1993.

Gli Apple Machintosh erano costosi, e composti di parti proprietarie in ogni dove: dagli attacchi dei mouse alle schede di rete. Però erano sempre innovativi.

Steve è stato un grande visionario, poiché ha saputo creare prodotti reinventando idee spesso andate male. Quando Apple introdusse l’iPhone, nemmeno io pensavo che gli schermi touch avrebbero avuto successo, ora ogni cellulare di fascia alta è touch.

Se i floppy sono scomparsi, lo dobbiamo al fatto che la apple iniziò a produrre PC senza floppy.

Steve è stato un business man di successo anche se probabilmente la Microsoft di Bill Gates è stata per lungo tempo più abile, plastica e versatile nel creare un ecosistema intorno a sé.

Ma Microsoft non è mai stata innovativa, anzi uno dei suoi cavalli di battaglia è che “arrivano secondi, quado il mercato per un prodotto c’è già, ed entrano nella fascia dei clienti di massa”.

Apple è stato sempre un brand per early adopter o per una nicchia di mercato (web designer), almeno fino a quando il successo di iPod & iPhone non ha massificato quel tipo di mercato.

Steve per me è stato colui che osa, ma anche che sa creare un mercato, come quando decise di vendere musica digitale su Internet.
Si dice anche che fosse una persona abbastanza difficile con cui trattare, ma ora forse riusciremo ad avere una biografia equidistante.

Su internet, tra le tante riflessioni su Steve Jobs ne ho trovata una originale…

[…]

  • Steve Jobs did not create products. He created an organization that predictably and reliably created emotionally resonant products.
  • Steve Jobs was not charismatic. He spoke from the heart compelling others to follow him.
  • Steve Jobs was not a gifted orator. He spoke plainly.
  • Steve Jobs was not a magician. He practiced, a lot.

He had taste.
He was curious.
He was patient.
He was foolish.
He was hungry.

Anche ora i prodotti Apple negano la flessibilità tipica del mercato mainstream, e questa intenzionale chiusura è alla base del successo (e delle critiche) del Job-way-of-Life.

Nel bene e nel male, Steve ci ha portato un pezzettino di futuro, e per questo lo ringraziamo.

PS E no, figlio mio, metti giù l’iPhone di .. (lo lancia per terra) papà…appunto…

 

 

 

 

Cappuccino: Objective-J

This entry is part 9 of 19 in the series Programming Languages

Cappuccino è un progetto interessante, anche se molto particolare.

Cappuccino is an open source framework that makes it easy to build
desktop-caliber applications that run in a web browser.
Cappuccino is built on top of standard web technologies like JavaScript, and
it implements most of the familiar APIs from GNUstep and Apple’s Cocoa
frameworks.

With Cappuccino, you don’t need to know HTML. You’ll never write a line of CSS. You don’t ever have interact with DOM. We only ask developers to learn one technology, Objective-J, and one set of APIs. Plus, these technologies are implementations of well known and well understood existing ones. Developers can leverage decades of collective experience to really accelerate the pace of building rich web applications.

 Tra i bonus di Cappuccino c’è la possibilità di programmarlo come se si stesse programmando in Objective-C ed in particolare in Cocoa. Può rappresentare un ottimo investimento se avete un background in XCode. L’interfaccia e le librerie constano in circa 10MB di codice compresso: non esattamente una passeggiata.

Una delle applicazioni più complicate è http://280slides.com/ che però a tempi di caricamento abbastanza alti.

L’idea è accativante, se non soffrisse dei soliti problemi di Javascript. Difatti leggiamo nel getting started (evidenziato da noi):

For those developers used to languages like Java, C++, or Objective-C, where the compiler is readily available to show you syntax and type errors, changing to Objective-J and JavaScript can be confusing at first. You will not be able to rely on a compiler to find these kinds of problems for you. Most of them will be found by the browser when you first load your application, and you’ll find those errors buried in the JavaScript console of your respective browser. It’s in the Debug menu in Safari, and in the Tools menu of Firefox (if you have Firebug installed, errors will appear in Firebug instead).

It’s important to run your code often to make sure it still works. You don’t want to end up with 300 new lines of code and no clue where the error has occurred. This is somewhat exacerbated by the fact that Objective-J has difficulty reporting the actual line number of errors. So remember to run your code often, and make use of the error console and the other tools you have available when you encounter trouble.

Quindi i punti deboli di Cappuccino sono che è una specie di meta linguaggio sopra Javascript, e che non dispone di un sistema di rilevamento degli errori.

In particolare un errore di sintassi non viene correttamente rilevato né da FireFox né da InternetExplorer.

Per forturna c’è un minimo di orientamento allo unit testing

http://www.nice-panorama.com/Programmation/cappuccino/Tutorial-objj-and-ojunit.html

Conclusioni e Riferimenti

Cappuccino è un progetto molto interessante, che mostra quante cose si possono fare in Javascript. Le interfacce ricordano come look and feel MacOSX molto da vicino, per cui se avete questo target, può valere la pena valutarlo.

Purtroppo la libreria è “brand new” e non riusa una virgola del Know-how di html/css per una scelta precisa di design. Inoltre non ricorda nessuna tecnologia Web, per cui ha senso solo se siete degli amanti di Cocoa/Objective-C

http://www.springenwerk.com/2009/09/real-life-cappuccino-tutorial-part-1.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Objective-J

iPhone: tornare indietro a iPhoneOS 3….

Se siete i fortunati possessori di un iPhone 3G “standard”, vi sarete accorti che ilnuovo iOS4 è lentissimo.

Personalmente la redazione di Gioorgi aspetta la prima patch fix, che speriamo riduca i problemi.

Per chi non può proprio aspettare, abbiamo scovato una procedura in rete per tornare indietro a iPhone 3; attenzione però perché dovete prima tenervi stretto un backup del sistema 3.x, per cui fatelo solo se siete pronti a correre qualche rischio (tipo, perdere i vostr high scores su qualche gioco)

iPad: da rivedere

Le prime impressioni sull’iPad che girano su internet (la “blog-go-sfera”) indicano un prodotto imperfetto: il tempo ci dirà se  va certamente nella giusta direzione.

La prima lamentela è sul peso (sui 700 grammi), che è eccessivo: viene riportato sia dal reporter del corriere, che da slashdot:

Due note negative: lo schermo è lucido e quindi diventa molto difficile leggere sotto una luce diretta; il peso, 0,68 kg dichiarati, non è un peso piuma, soprattutto quando si desidera tenere in mano l’iPad come un libro.

Repubblica indica un peso del tutto erroneo, di 200 grammi.

La mancanza di una video camera ed un programma di chat sono un problema per uno dei fondatori di slashdot:

So, what does Apple need to fix?

  • Lose several ounces. PLEASE.
  • Video Camera
  • iChat
  • User switching (or at least an Anonymous mode)

Stay tuned: aggiorneremo questo articolo nei prossimi giorni!