Macchine

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Una volta ho letto una bella definizione di computer da parte di un filosofo:

I computer sono macchine che manipolano simboli di cui non comprendono il significato.

Questa definizione è diventata la mia stella polare nell’ultimo anno, mentre l’AI generativa è si fatta strada nel mondo tra colleghi, amici, artisti.

Gli esseri umani tendono ad antropomorfizzare il mondo, perché creano legami empatici con esso. Ci viene bene con gli animali da compagnia (siamo una delle poche specie che ne hanno) che diventano parte della “famiglia” in modo naturale.

Come osserva Luca Bizzarri (Episodio 961), se si dà un pò troppa corda al nostro agente AI, esso tende subito a presentarsi come “uguale a noi” nei termini delle sue capacità di espressione.

Va tenuto presente invece che le intelligenze artificiali sono dei Simulacri, non sono reali nel senso in cui noi li percepiamo.

I strumenti di GenAI sono allenati per confondere questi aspetti, e sospetto che questa confusione sia in parte intenzionale in parte inevitabile.

Intenzionale perché le società che ci vedono questi servizi credono veramente di essere sulla strada per creare una super-intelligenza e ad esse fa molto comodo che ci credano anche i loro clienti.

Per cui i sistemi di chat continuano a sottointendere in modo più o meno esplicito che se scrivono una cosa che imita quello che scriverebbe una persona, questo li mette automaticamente sullo stesso piano.

Il che però è assurdo se ci pensate.

E’ come dire che siccome un auto maculata può andare veloce come un giaguaro, limitatamente a quell’aspetto è coincidente, e non c’è differenza nella corsa tra lei e il giaguaro.

In un ottica performativa, questo è accettabilissimo: se l’obiettivo è prendere la gazzella, potremmo anche trovare degli ambiti accettabili.

Ma il fatto che la macchina sia in grado di macinare parole che potreste mettere in bocca al vostro cantore di Ulisse, non la rende automaticamente coincidente con Omero o le sue opere. No way.

Ma possono essere usati per vendere quel contenuto come un gradevole clone di Omero (Iliade 2, Odissea 4…perché Sylvester Stallone è così anziano e non può farci un film?!…).

L’aspetto collaterale più scivoloso è che questi strumenti sono perfetti per evadere il Copyright: il nostro Omero-in-erba può collezionare prompt e generare la sua opera iper-vendibile senza grossi problemi. Magari se di lavoro fa l’editor gli viene anche bene.

Gli strumenti di AI Slop detect ci sono, ma sono strumenti statistici e non so quanto reggeranno l’onda d’urto di tutta la brodaglia AI che girerà sempre più diffusamente.

E Gioorgi.com?

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