Crisi di Gennaio: la sindrome di Matteo II

-Che cos’è questa regione vicino alla Puglia?! E’ piccolissima!

-E’ il Molise figlio mio, è complicato da spiegare…

Questo post è stato con l’evolversi della situazione.

In queste ore si sta consumando la crisi del governo Conte2. Un Renzi assurdo, che dopo aver ottenuto le modifiche su fondi di ripresa (Recovery Fund) e gestione dei servizi segreti, che aveva chiesto un mese fa, ha continuato ad alzare l’asticella del potere per poter “ribaltare” il tavolo.

Ci ricordiamo di un altro ribaltone alla Matteo, che non andrò proprio bene….

Ieri Conte ha incassato la maggioranza alla Camera con 321 voti (6 voti di scarto).

Ora Conte sta provando a trovare dei numeri per avere “formalmente” la maggioranza in Senato, ma sta raggranellando voti in Senato sfruttando un approccio “ad hoc” che consiste nel cercare senatori disposti a votare per il governo, pescando per esempio nel gruppo misto. In senato Conte ha bisogno di arrivare a 161 seggi.

E’ evidente che questa strategia porta enormi instabilità perché è basata sul recepimento di richieste piò o meno vaghe che nella migliori delle ipotesi rende incerti i passi, nella peggiori si abbassa a “mercateggiamenti” degni della peggiore prima Repubblica. E il clamore sull’ on Clemente Mastella che ancora è saldamente senatore, responsabile della caduta di uno dei governi di Prodi, la dice lunga su dove siamo arrivati.

Mario Monti, ex premier, sosterrà il governo, e ha pubblicato un articolo con la sua posizione e le sue “proposte”.

Monti però ha rimproverato al governo il debito in accumulo sostenendo che l’Italia sta diventando «una repubblica democratica fondata sul debito pubblico». Si noti che questa è un’osservazione diametralmente opposta a quella che ha portato Renzi ad uscire dal governo (Renzi incoraggia il governo ad indebitarsi quanto prima!).

Personalmente non siamo contrari al debito, ma tenete presente che prima della crisi dovuta al covid si discuteva su appena 5 miliardi di euro di debito, ora si discute su valori molto più grandi.

 

Aggiornamento

Alla fine Conte ha ottenuto 156 voti, con l’astensione di Matteo Renzi che con i sui 15 senatori può fare la differenza. In maniera molto strisciante il gruppo di Renzi si è “astenuto”, anziché votare contro (machiavellico, lo so). E’ evidente che Renzi sta cercando un modo convoluto di far pesare il suo sostegno, segnalando in questo modo il suo “potere” di far mancare la maggioranza.

Sarebbe oggettivamente necessario rimettere il mandato, anche se “formalmente” il governo Conte ha retto. Nel frattempo abbiamo perso quasi 10 giorni di lavoro per questo “Renzi-scherzo”:

Diversi commentatori hanno fatto notare che nonostante la soglia della maggioranza assoluta al Senato sembri distante appena cinque seggi, il sostegno del governo è assai più fragile: ieri hanno votato a favore della fiducia anche tre senatori a vita spesso assenti dal dibattito parlamentare (Mario Monti, Liliana Segre ed Elena Cattaneo) oltre a una serie di fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle difficilmente controllabili. Con l’uscita di Italia Viva dal governo, la maggioranza ha anche perso il controllo di importanti commissioni parlamentari al Senato, fra cui quelle che si occupano del Bilancio e degli Affari costituzionali, da cui dovrebbero passare rispettivamente il piano per ottenere i fondi del cosiddetto Recovery Fund e la nuova legge elettorale annunciata da Conte.

da Questo ottimo articolo del Post.it

 

 

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.