Crisi d’agosto

Devo rigraziare Salvini per aver dato una sferzata all'”agenda setting” dell’informazione italiana, che altrimenti si sarebbe trascinata con noiosi gossip fino a settembre
!Live POST!Questo articolo verrà aggiornato mano a mano che c’è una evoluzione significativa. Abbiamo imparato dai migliori, come Mentana!

UPDATED  Aggiunto il testo completo di Giuseppe conte e la cronistoria della giornata del 20 agosto

 

 

Atto primo: l’impotenza e la fiducia

Ricapitolando: è un fatto che Salvini ha sfiduciato il governo senza una ragione o un voto qualsivoglia, neppure quando se ne è discusso in aula!

Le ragioni addotte esistevano anche a luglio, ed anzi la decisione di Conte di approvare comunque i finanziamenti per la TAV rendono vana dal punto di vista logico usare questa ragione come casus belli.

Il contratto di governo, per quanto vago è comunque un documento politico che è stato usato come “bussola” di questo esecutivo, e non si evidenziano ragioni che lo possano definire “tradito”.

In una settimana Salvini è passato da “andiamo alle elezioni” a “votiamo ancora qualche cosa di immenso come una riforma costituzionale”… in un crescendo di gaffe politiche che lo hanno trasformato dall’uomo forte all’uomo che si è messo da solo, almeno per ora, in minoranza.

Per cui dobbiamo supporre che la sfiducia di Salvini era solo funzionale a elezioni anticipate volte a raccogliere il massimo del consenso dato dai sondaggi, prima che sfumi via, o peggio si trovino altre magagne dopo la Russia.

La reazione di Conte e dei pentastellati è stata un tripudio di contraddizioni (poltiche): quello che era accettabile un anno fa sul caso Diciotti, ed anzi era stato votato come una decisione di tutto l’esecutivo per proteggere Salvini, ora non lo è più e Conte fa pressioni su Salvini in senso nettamente opposto; se dovessi spiegarlo a un dodicenne, è come se improvvisamente Salvini sia senza forza (troppa spiaggia?) e Conte ne abbia più del necessario, tanto da stracciarlo sui social.

Non so se Salvini ha visto troppo House of Cards, ma come osservato giustamente da un articolo del Post del 9 agosto, è molto poco probabile che una sfiducia ad agosto porti ad elezioni prima delle approvazione della finanziaria:

La data [del voto] del 27 ottobre, con le camere sciolte entro il 26 agosto, sembra invece complessa ma raggiungibile

[…]
Infine, c’è qualcosa di molto più importante che condizionerà i tempi di questa crisi di governo: la scrittura e l’approvazione della nuova legge di bilancio. Sarà quella decisione a condizionare le altre, probabilmente, e non il contrario.
[…]
Non è un caso, infatti, se nella nostra memoria ricordiamo soprattutto elezioni politiche tenute in inverno o in primavera: in Italia si può votare tutto l’anno, non ci sono “finestre” per tenere le elezioni politiche, ma non tutti i momenti sono uguali. Durante l’estate e l’autunno siamo in piena sessione di bilancio, cioè quel momento dell’anno in cui bisogna decidere i piani economici triennali del paese.

In questo momento la situazione è molto fluida per parecchie ragioni: ritengo che i pentastellati vedano le elezioni come il male assoluto, perché sondaggi alla mano sarebbero il terzo se non il quarto partito in termini percentuali, e vedrebbero il loro potere ampiamente ridotto. Hanno bisogno di ancora tempo per recuperare un po’ di consenso, e ci sta considerando che hanno dovuto venire a patti (leggi: distruggere) con tutte le loro promesse elettorali. I pentastellati hanno un disperato bisogno di restare al potere, e si badi bene lo dico in modo oggettivo, senza dare alcun giudizio morale: è un bisogno politico, atto anche a recuperare consenso.

Si dice che Renzi non voglia le elezioni per non perdere il poco potere che gli resta.

Si dice che a Zingaretti farebbero comodo, ma ovviamente il suo partito è così incapace di dare una risposta che non sia ambigua, che i parlamentari del PD sono un ottimo terreno di coltura per una maggioranza alternativa, ammantata di “governo del presidente”. Da questo punto di vista il PD rischia di diventare il peggior esempio di “partito per tutte le stagioni”, rubando lo scettro alla Lega.

E’ probabile che il presidente della repubblica Mattarella possa decidere di procedere con un governo di scopo o tecnico.

Difatti la nostra costituzione prevede una separazione dei poteri piuttosto particolare: una volta rimesso il mandato, è il presidente della Repubblica che lo assegna e che nomina i ministri: e difatti è già successo che Savona non fosse ritenuto idoneo da Mattarella come ministro dell’economia, e non lo divenne.

In questa fase il presidente ha una notevole libertà di manovra, e gradiremmo evitare di sentir parlare di nuovo di “impeachment” da parte di chi non è solo d’accordo…

Atto secondo: Conte senza freni (20 Agosto)

Si dimetterà o non si dimetterà? Ecchilosà!
Giovanni mentre spiega la crisi a sua figlia di cinque anni.

 

La relazione di Giueppe Conte al Senato è senza freni: un attacco a tutto campo su Salvini, dove fa più male (incluso l’affaire Russia).

Se tu avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa, […] avresti evitato al tuo Presidente del Consiglio di presentarsi al tuo posto, rifiutandoti per giunta di condividere con lui le informazioni di cui sei in possesso. In coincidenza dei più importanti Consigli europei a cui ho preso parte, non sei riuscito a contenere la foga comunicativa e hai reso pubbliche dichiarazioni sui temi all’ordine del giorno, […] non ha giovato al tuo prestigio e certo non ha contribuito a rafforzare l’autorevolezza del nostro Paese. In molteplici occasioni hai invaso le competenze degli altri Ministri creando sovrapposizioni e interferenze[…] Hai criticato pubblicamente l’operato di singoli Ministri[…]
Il testo completo del discorso di Conte si trova qui

 

Impagabili le “facce” di Salvini:

Salvini ha tentato una marcia indietro totale (sí a tutto) ma oramai il dado è tratto, e si parla di “rottura definitiva” (Patuanelli)

Ore 19:30 La Lega ha ritirato la mozione di sfiducia, ma questa azione è priva di effetti politici. Simpatico anche se un po’ retorico l’intervento della Taverna (M5S).

Ore 20:10 Conte ha replicato cercando di difendersi dal’accusa di “tardivo ravvedimento” e difendendo la posizione del governo sulla immigrazione, sostanzialmente di destra. Frecciata sul comportamento spesso eccessivo di Salvini, che andava oltre il suo ruolo di ministro dell’Interno. Citato il ritiro della mozione di sfiducia, paragonando a tatticismi questa azione.

Ore 20:23 Conte rimetterá il mandato al Presidente della Repubblica.

Ore 21:15 Mattarella inizierà le consultazioni domani dalle 16: stay tuned!

Analisi politica

L’obiezione più forte della Lega è che è stata che al passare del tempo è risultato sempre più difficile lavorare con i Cinque Stelle. C’è un fondo di verità in questa difesa, e quindi la sfida che aspetta un eventuale nuovo governo (sia esso tecnico o a ancora a forte trazione politica) è non banale.

E’ quantomeno singolare però che molti  dei disaccordi tra Conte e Salvini siano stati dichiarati soltanto adesso, anziché essere stati modulati in questo anno. Se ne deve dedurre o che Salvini ha sistematicamente ignorato i segnali di irritazione del Presidente, oppure Conte si è tenuto “tutto dentro” per evitare strappi o rotture politiche; in ogni caso una gestione esecutiva molto defictaria di questo Presidente Del Consiglio (e spiace dirlo).

Improvvisamente Salvini ha perso tutti i suoi argomenti: un inciso di Fabrizio Roncone, giornalista del Corriere lo riassume:

Mattarella entra in azione (21-22 agosto)!

-Papà ma allora hanno licenziato Salvini?
Mio figlio di 9 anni

Ieri (21 agosto) è circolata la voce secondo cui anche se si dovesse tornare a votare, non lo si farà con l’attuale esecutivo. Sfuma quindi la posibilità per Salvini di essere contemporaneamente ministro dell’Interno (ministero che sovraintende al voto elettorale) e candidato premier.

 

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