Che cosa ci ha insegnato l’IPhone – Parte Seconda

This entry is part 2 of 5 in the series IT Economy

Nel primo dei nostri articoli abbiamo analizzato in modo dettagliato il successo dell’iPod. Vogliamo ora prendere in considerazione il caso dell’iPhone, che sta riscuotendo un buon successo e che nato (quasi) dal nulla è diventato un prodotto vincente.

Quando un grande player vuole affacciarsi in un mercato che non conosce, deve stare molto attento. Lo sa bene la Microsoft, che con Zune e XBox ha creato una buona base di utenti, ma a faticato non poco per affermarsi e ha dovuto lavorare molto sull’aspetto di management più che su quello commerciale. Inizieremo con un esempio per spiegare la stragegia dell’iPhone di Apple.

Quando Sony si affacciò sul mercato delle console giochi, la partita era ancora più dura. Il mercato era diviso a metà tra Sega e Nintendo. Queste console erano basate su sistemi hardware iper-propietari (cartucce gioco), e si connettevano esclusivamente al televisore di casa.

La PlayStation della Sony è stata introdotta nel 1995 ed ha innovato nel seguente modo:

  • La PSone offriva una resa grafica superiore. Ma poiché le TV avevano una limitazione tecnica, l’idea geniale fu di aggiungere un dispositivo automatico di “aliasing” e “blur” che consentiva alle immagini di apparire più definite e meno sgranate.
  • Il comparto audio era spettacolare, e nel tempo avrebbe surclassato Sega e Nintendo. Qui il gioco era più facile per il know-how di Sony e perché agli inizi del 2000 sarebbe stato più facile trovare a casa un HomeTheater che non un TV ad alta definizione. Per cui la console PSone già nel 1995 strizzava l’occhio agli amplificatori di casa pocihé poteva essere un lettore CD. Chi non possedeva un lettore, poteva ottenerlo insieme alla console giochi.
  • La PSone usava normali CD protetti in modo propietario ma molto debole, e questo abbassò i costi di produzione in modo drammatico. I giochi invenduti furono rimessi sul mercato a prezzi ridotti, poiché il loro costo di fabbricazione era irrisorio. Questo, insieme ad un fiorente mercato della pirateria, si rivelò vincente.
  • La PSone si focalizzò sui giochi di simulazione sportiva, forte anche della sua potente unità di calcolo. Questo mercato non era molto ben sfruttato dalle console concorrenti. Anche dal punto di vista “filosofico”, case come la Nintendo non hanno mai massificato l’esperienza sportiva nel modo in cui sta facendo Sony.
    Ad oggi, WiiSports è nettamente diverso come impatto (e utenza) da NeedForSpeed.

La storia della PSone ha insegnato molto alla Apple, vediamo perché.

Il progetto di un iPhone cuba in Apple da tempo: benché esso sia annunciato nel 2007, circolano in rete strani fotomontaggi di un iPod Shuffle (prima generazione) con tastiera e microfono un anno circa prima del lancio. Si tratta probabilmente di qualche tentativo di saggiare il mercato, vedere se è recettivo.

Il mercato dei cellulari è assai aggressivo, soggetto ad obsolescenza rapida e con un livello di competizione folle. Ma Nokia si sta già muovendo con un suo music store, e rimanere fermi per Apple significa morire. Ricordiamoci che la vendita di musica è un mercato fragile, che si può sfruttare come indotto e nulla più.

Per quanto riguarda il mercato dei PDA, la Apple lo esclude per diverse ragioni.
Per prima cosa l’insuccesso di Newton (1989-1998) è stata una lezione epocale nel settore. E Newton aveva un’interfaccia tattile.

La PalmOS sta fallendo e l’unico competitor nel mercato dei PDA è Microsoft: sola e potente, mettersi frontalmente contro la signora delle Finestre Vistose è pericolosamente stupido.
C’è da dire che i PDA hanno fatto parecchi morti: a Gioorgi.com qualcuno ha ancora un Casio Cassiopeia funzionante nel proprio cassetto, e il mercato dei PDA si è tramutato in quello degli “smart phone”, oggetti che fanno fin troppo in troppo poco spazio.

Per cui l’idea è creare un cellulare melafonico, che non sia un PDA. Ma bisogna evitare di entrare in un terreno in cui i competitor sono forti: qualsiasi cosa abbia nove tasti Nokia lo ha fatto meglio. Qualsiasi cosa sia piccolo ed affilato, ricorderà il rasoio di Motorola (già alla seconda major revision). Puntare sulla fotocamera è altresì rischioso: per esempio Sony ha più esperienza sull’ottica (produce videocamere e macchine fotografiche da anni).

Ma tutti i competitor di cui sopra sono rimasti impantanati su Internet: WAP è un fallimento, e JavaMicroEdition è sfruttato solo per vendere giochi su cellulari…

L’iPhone presenta al lancio le seguenti caratteristiche:

  • Come l’iPod di prima generazione, ha un’interfaccia tattile speciale, mai vista prima. Ha anche un sistema di rilevamento della posizione molto preciso (che ricorda molto il sistema di posizionamento del controller della NintendoWii…)
  • Dispone di un browser web potente, pari a Safari 3.0
  • Si integra con iTMS e clona le funzionalità del BlackBerry. In pratica compete con il BlackBerry: la Apple mette in soffitta l’intero “.Mac” e lo rimpiazza con una versione potenziata, integrata con iPhone chiamata “MobileMe”. A Gioorgi.com sospettiamo che “.Mac” non sia mai stato un prodotto di successo nella casa della mela, e che volessero rilanciarlo in qualche modo…
  • Ha uno schermo tattile molto grande, che ricorda quello di alcuni lettori Creative che cinque anni prima consentivano di vedere filmati.
  • Tutte le caratteristiche sopracitate rendono l’iPhone anche un a console giochi e un dispositivo per visionare film, per esempio scaricandoli da YouTube.

Se l’iPod strizzava l’occhio a Sony (con la firewire), l’iPhone è sicuramente Google-Centrico (grazie all’integrazione Youtube, GMail e FaceBook, le prime due integrate nel prodotto out-of-the-box). E Google è nemico del mio nemico, cioé di Microsoft (che invece ha un patto di ferro con BlackBerry, che funziona solo con ExchangeServer).
L‘iPhone play nicely con Exchange Server e quindi è un “prodotto di fascia alta per il businessman alla moda”.

L’iPhone non è un PDA, e segue la strada semplificativa di Apple, difatti:

  • l’interfaccia di iPhone è essenziale: permette per esempio di inviare solo SMS, niente MMS. Da una rapida statistica che abbiamo fatto, solo i teenager fanno ampio uso degli MMS, e di solito non hanno abbastanza soldi per permettersi un iPhone, per cui rimuovere questa funzionalità non è grave. La mancanza degli MMS non è quindi una svista, ma è intenzionale a nostro avviso.
  • L’iPhone non ha “Galleria” per gestire i file (come per esempio i cellulari Nokia, Sony o Smasung). Ha applicazioni, ognuna delle quali ha il suo set di dati che presenta all’utente.
  • Piuttosto che Java, l’iPhone punta il suo SDK sulla libreria Cocoa, in modo da funzionare da cuneo per ampliare la user base di sviluppatori MacOSX.

Tra i punti deboli di iPhone:

  • Siccome l’iPhone è ANCHE un iPod, è corazzato dall’interno: non è possibile scambiarsi file con BlueTooth, probabilmente per ragioni di sicurezza.
  • Molte delle funzionalità che in un Nokia di fascia bassissima (cioé dal costo di meno di 80 euro) vengono demandate ad applicazioni di terze parti da scaricare dall’iTMS. Questo approccio può lasciare fin troppo spazio a competitor con sistemi operativi ben sviluppati (Nokia con Symbian, Google con Android).
  • La durata della batteria di questa super console giochi, PDA, iPod e application tattile è di circa un giorno di uso moderato. Ma questa limitazione è ben ponderata a nostro avviso: altrimenti non avrebbero messo 16Gb di memoria nel cellulare…
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