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Draghi Rules!

«L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire»
Mario Draghi rispondendo ad una domanda diretta di un giornalista, il 22 luglio

 

Premessa: benché disprezzi le fake news e le idee deirlanti, posso comprendere chi non voglia vaccinarsi (per ragioni sue, intendiamoci, non per paura di essere “radiopilotati” da Bill Gates).
E’ una scelta che però va presa soppesando anche le conseguenze che comporta per la propria vita civile.

Mentre Giuseppe conte sta divertendo incapace di rispondere a qualsiasi domanda scomoda (DDL ZAN? Favorevole o Contrario?) Mario Draghi ha dato prova di saper guidare il paese. Salvini e Meloni di poterlo solo seguire, il paese.

Draghi ha detto quello che è la pura verità: «L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire», mentre l’introduzione del Green Pass è stata attuata dalla Francia prima che da noi, e tutto si può dire della Francia tranne che non siano un paese con un forte DNA democratico  (hanno inventato la Rivoluzione Francese!).

Non ha aiutato che la settimana scorsa Cacciari abbia tuonato contro l’obbligo del green pass. Chiariamoci subito: nessuno è obbligato a vaccinarsi, stiamo solo cercando un modo per impedire che persone suscettibili possano esporsi al contagio e danneggiare tutta la collettività.

O preferiamo forse soluzioni come quelle attuate in altri paesi, con militari armati a chiudere le città o peggio presidenti che scoraggiano la gente a vaccinarsi con conseguenze tragiche per i cittadini?

Per cui ritengo che continuare a parlare del Green Pass sia una perdita di tempo ed energie.

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Tastiera per principianti: Yamaha PSR E373

 

 

Prima della pandemia avevo messo gli occhi su una tastiera Yamaha, la PSR E363. Il suo prezzo pre-covid era di 185€ dopodiché era schizzata verso l’alto, per poi uscire di produzione. Così ho deciso di acquistare il modello sostitutivo, la PSR E373 che al momento costa intorno ai 230€  e ho pensato di fare questa recensione per chi, come me, vorrebbe imparare a suonare su una tastiera il più simile possibile ad un pianoforte reale. Vi risparmio anche tutte le video recensioni che ho guardato su YouTube per scegliere questa tastiera, portandovi solo i pro e contro.
Disclaimer: non sono un musicista, ma sono bravo ad informarmi.
BONUS UPDATE: E’ stato reso liberamente scaricabile un corso di musica, in inglese, pieno di esercizi ed adatto anche ai neofiti

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Covid 2020 Ondata 2

“Ma come? Mi svegli ancora?”
Mia figlia, quando la madre la sveglia per andare a scuola

E per fortuna che il virus era clinicamente morto… Abbiamo avuto fino a dieci giorni fa manifestazioni contro l’uso della mascherina, reiterate in questi mesi da personalità con una notevole esposizione pubblica (Salvini, Bocelli,Montesano….).

Solo ultimamente tutti hanno capito che è il caso di metterla (Salvini con lo spot pro-Trump, altro esempio di ottima gestione della pandemia).

In questo caos i governatori hanno per fortuna smesso di litigare, sono compatti con i comuni e stanno a nostro avviso agendo abbastanza bene.

Anche De Luca, ha operato nel solco delle sue prerogative, con inutile da parte di un governo che forse doveva fare di più.
Intanto il sistema di tracciamento dei contatti dei casi positivi è saltato in molte regioni italiane.

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Prova di HP Instant Ink: luci ed ombre

Introduzione

Avendo acquistato una nuova stampante HP, ho voluto provare il servizio HP Instant Ink.

Se acquistate le stampanti sul sito di HP, ottenete degli sconti maggiori rispetto ad Amazon o Mediaworld, perché HP vi fa uno sconto sul prezzo di listino, che difficilmente troverete altrove.

Il servizio HP Instant Ink si pone come alternativa all’acquisto di cartucce.

Instant ink propone un abbonamento basato sul numero di pagine. Sono proposti diversi abbonamenti, con fatturazione mensile. HP vi spedisce a casa delle cartucce “sovradimensionate”, e traccia costantemente il numero di pagine stampate (il perché vi sarà chiaro a breve).

La tracciatura è anche abbastanza pressante: se lasciate offline la stampante per due settimane (per esempio perché chiudete l’ufficio e la spegnete), l’HP vi manda una email per accertarsi che la “riaccendiate” rimettendola on line. Dal punto di vista del risparmio energetico questo non è bellissimo perché incoraggia di fatto a tenerla sempre accesa.

 

Abbiamo provato l’abbonamento da 60€  ca al mese, da 100 pagine

L’abbonamento da 120€ all’anno consente di stampare il triplo.

Vi prego di notare che le pagine extra sono addebitate in automatico, poiché hanno la vostra carta di credito.

E’ possibile cambiare mensilmente  l’abbonamento, facendo upgrade & downgrades.
E’ possibile accumulare un certo numero di pagine “non spese” entro determinati range, ma risulta che si perdano in caso di upgrade & downgrade.

Se usate il servizio in una piccola impresa, potete avvalervi del fatto che vi viene anche mostrato un grafico gradevole con le statistiche di stampa mensile:

Analisi

Un set di 4 cartucce simili a quelle spedite da Instant Ink costa circa 83,17€ sul sito di HP e sostiene di bastare per 825 pagine:

Supponendo che le cartucce super di cui parliamo riescano a stampare un po’ meno di 825 pagine, come vedete non è semplicissimo “imbroccare” l’abbonamento corretto.
Il primo abbonamento conviene ma ha un volume così basso che arrivate al pari con un acquisto di cartucce se sforate di 170 pagine (84-66=17€ pari a 17 pacchetti da 10 pagine).
Il secondo abbonamento sembra il più conveniente, perché ha una buona accumulazione di pagine e vi costa meno di due set di cartucce.
Si suppone che il vostro volume di stampa si riduca in alcuni mesi (per es in luglio e agosto) ed in tal modo potete raccogliere un “buffer” per ridurre i costi: ma l'”accumulazione” dura solo un mese, per cui non siamo riusciti a vederne i benefici oltre un mese di basso utilizzo.

Invio

HP vi invia le cartucce in “anticipo”: il primo invio consta di 4 cartucce, e dopo un po’ di stampe intense ci è arrivato un pacchetto di tre cartucce colore, a fronte di circa 600 pagine stampante. A occhio un set può stampare circa 400 pagine.

L’invio viene segnalato sul sito, la spedizione viene dalla Germania, non è celere ma arriva in una settimana: sperate solo che non vi serva prima.

 

Dismissione

Se annullate l’abbonamento, le cartucce smettono di funzionare alla fine del ciclo di fatturazione, come gentilmente sottolineato qui:

Per cui non è possibile tenersi le cartucce già consegnate. Questo aspetto è piuttosto fastidioso e dimostra la volontà di creare un fortissimo lock in. D’altronde se fosse stato consentito l’uso dell’inchiostro residuo questo avrebbe consentito di fare continui abbonamenti/annullamenti per raccattare cartucce a fronte di una spesa minima.

Caveats

C’è un aspetto ulteriore che va considerato però. Dal sito, si legge che

Il servizio HP Instant Ink non può essere sospeso momentaneamente. In caso di assenza per un periodo di tempo maggiore e se non si desidera essere addebitati per il servizio HP Instant Ink durante tale periodo, è necessario annullare il servizio, quindi effettuare nuovamente la registrazione quando opportuno. Se si annulla il proprio account e si effettua nuovamente la registrazione, tutti mesi promozionali gratuiti e le pagine rinnovate decadono, anche in caso di re-iscrizione.

In realtà la pubblicità lasciava intendere che fosse possibile “sospendere” temporaneamente il servizio. L’HP guadagna poiché vi sta vendendo una specie di abbonamento alla “Netflix” sulle cartucce.

L’abbonamento di prova di sei mesi è sufficiente per capire cosa vi conviene fare: per un uso saltuario il secondo abbonamento è accettabile, oltre dovete monitorare il consumo; i sei mesi gratuiti si sono rilevati più che sufficienti per comprendere se il servizio risulti conveniente o meno, ma alla fine abbiamo preferito tornare al “compra una rigenerata & non farti spiare”.

 

 

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Un paese irriconoscibile

E’ iniziato tutto con il lockdown da Covid. Per la prima volta, il nostro paese ha rispettato le regole. Il 97% delle persone ha rispettato le restrizioni imposte da un governo che non brillava certo per carisma. Eppure complice forse la paura è successo.

Poi siamo diventati i migliori nel mondo nella gestione dell’epidemia da Covid, il paese con meno risorse di Germania e Francia.

Qualche giorno fa abbiamo cambiato un pezzettino della Costituzione, cosa che nessuno dei super-leader (Belusconi, Renzi ma anche Segni) sono riusciti a fare in vent’anni (!)

Infine il primo ministro inglese, dice che da noi ci sono meno contagi perché gli inglesi amano la libertà più di noi!

Dodici mesi fa, questo sarebbe stato un pezzo di satira.

L’Italia è (era?) – forse – il paese con il più basso rispetto delle regole che ci sia in Europa. Dove votiamo appositamente politici che fanno leggi contorsionistiche per non toccare i privilegi di nessuno, consentire l’evasione massiccia di partite IVA, dove abbiamo una legge che VIETA l’apertura indiscriminata di farmacie (in Francia non c’è), dove è IMPEDITA dai tassisti una vera liberalizzazione, dove i commercialisti VIVONO grazie ad un sistema di leggi fiscali iper-affastellato, dove i NOTAI sono necessari per qualsiasi cosa e si tramandano la professione di padre in figlio (per es in Inghilterra o in America potete comperare un’auto in contanti senza sbrigare grandi formalità…)

Dopo sei mesi di Covid siamo i migliori al mondo a gestire le emergenze, obbediamo ciecamente e siamo il paese messo meglio nonostante l’esplosione di contagi in tutti i paesi limitrofi. Ci manca solo che il nostro PIL risalga prima degli altri.

Boris, vogliamo scommettere che vi battiamo anche su altri terreni?

 

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Senza più scuse

Una delle cose peggiori di questa pandemia, che sembra si protrarrà fino a fine anno, è che ci sta togliendo l’alibi del “non avere tempo per”. Il sottoscritto ha tralsocato da nove mesi, ha ancora degli scatoloni in cantina ma sa che dovrà risolvere il problema, pena l’impossibilità di usare il solito alibi del “non c’è mai tempo per svuotare la cantina”.

Altri alibi che si stanno sciogliendo, costringendoci quindi a bere l’amaro calice circa:

  1. Mettersi finalmente a dieta
  2. Amici che non vedi da anni, non senti mai e ora prima o poi dovrai chiamarli (tipo vecchi amici del liceo, cugini di quarto grado che stanno nella tua stessa città, gente che segui su Facebook)
  3. Imparare una nuova lingua
  4. Imparare una nuova lingua guardando le serie in quella lingua anziché in Italiano
  5. Installare l’ultima versione del Kernel di Linux
  6. Completare i corsi aziendali sulla sicurezza sul lavoro, la compliance, ecc ecc
  7. Imparare a configurare il videoregistratore (et similia).
    Variante: imparare a fare video su Youtube/TikTok e anche le dirette.
  8. Fare il pane in casa due volte a settimana (per fortuna in aut/aut con 1)
  9. Registrarsi per avere lo SPID
  10. Fare un regalo di: anniversario/compleanno/onomastico/mese-versario ecc alla tua compagna/compagno moglie/marito/convivente/amante ecc
  11. Reinstallare la vecchia versione del Kernel di Linux (abbuona 5).
  12. Scrivere un articolo sul tuo blog almeno una volta ogni settimana

 

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Inadeguatezza: i grandi leader vanno male, noi stranamente meglio del previsto

E’ abbastanza inquietante notare come due degli stati più ricchi al mondo abbiano avuto dei leader incapaci di gestire la pandemia (sto parlando di USA e Regno Unito):

I trend parlano di 134000+ morti negli USA, seguiti dai 70300+ del Brasile e dai 34900+ dell’Italia.

Però se guardiamo i contagiati, i numeri parlano di

Per i dati aggiornati vedi https://coronavirus.jhu.edu/map.html
3.100.000+ USA
1.800.000+ Brasile
820.000+ India
719.000+ Russia
289.000+ UK
242.000+ Italia

 

 

Ed è chiaro a tutti che Brasile ed India non sono proprio famosi per il sistema sanitario nazionale (come invece lo è l’Italia). Fa una certa impressione vedere il modo assurdo in cui gli anglosassoni abbiano sottovalutato la cosa, e ricordiamoci che l’Inghilterra  si è “ravveduta” solo dopo che il suo primo ministro si è ammalato.

Certo non stiamo tenendo conto dei contagi rispetto alla densità della popolazione, ma in ogni caso fa una certa impressione che il nostro paese da 60 milioni di persone con una densità medio-alta abbia un rapporto contagi/popolazione del 0,4% contro il 1,03% degli Stati Uniti d’America (3 milioni su 300 milioni di abitanti degli USA).

Ora tutto si può dire di Trump tranne che non voglia apparire forte e sicuro di sé: eppure sta gestendo questa emergenza in un modo in cui i numeri della realtà continuano a punirlo in modo esemplare. Lo stesso si può dire della Russia, la cui opacità ci impedisce di capire se non abbia una situazione ancora più grave, e da cui ci si sarebbe certamente aspettato una gestione molto più in linea con le sue capacità.

Dico questo perché tutti questi i leader all’inizio della pandemia hanno fato dichiarazioni fin troppo tracotanti e tese a sottovalutare il problema, liquidarlo come non critico. Il nostro paese è stato il solo a prendere la cosa sul serio (pure troppo, forse) e ha concedere poteri speciali al governo da fine gennaio per 6 mesi (che probabilmente diventeranno 12). In un paese con gli organi di potere atomizzati come il nostro, ci sembra chissà che cosa, ma forse è stato il modo migliore di gestire questa emergenza.

Teniamo duro!

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