Piccole pentastellate riflessioni

C’è un bellissimo pezzo di Luca Sofri, che ci fa riflettere sulla mirabolante idea della democrazia diretta, tanto cara al M5S, e della cui zoippicante implementazione sofware noi siamo stati dubbiosi in tempi non sospetti.

Riporto dal pezzo di Sofri, che a sua volta cita due importantissimi quotidiani, dei virgolettati da una chat interna del M5S, che sono con tutta probabilità veri, perché provienenti da moltissime fonti diverse con il medesimo significato

«Ma davvero pensiamo che una partita come il Quirinale si possa decidere in assemblea? — questo il senso del ragionamento dell’ex reggente —. Quando abbiamo fatto votare gli iscritti, lo abbiamo fatto da opposizione, quando sapevamo che non sarebbe servito a nulla»

A parlare è Vito Crimi, il primo reggente del M5S nella legislazione precedente al 2018, quando i cinquestelle si arroccarono in una opposizione a tutto e tutti, facile da fare perché non avevano i numeri per governare.

Io non penso che tutta la storia delle decisioni affidate al popolo, con la democrazia dal basso, e dei parlamentari come meri esecutori fosse una balla valida solo quando “sapevamo che non sarebbe servito a nulla”, però certo è brutto che i campioni delle Quirinarie finiscano così male.

Si tratta certamente anche di uno sfogo, ma mette a nudo la verità pura è semplice: far votare gli iscritti su determinate questioni è puramente strumentale e populista. Un partito deve avere regole certe e democratiche, rispettare gli scritti e avere una struttura direttiva un minimo verticalizzata.

Ora non dico di fare il partito-azienda alla ForzaItalia, ma neppure far credere di essere il “diverso nuovo” che fa gli stessi errori di un fronte chiamato “dell’Uomo Qualunque”, vecchio più di cinquant’anni.

Meditate, e preparatevi alle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica Italiana.

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