Lo statista a nudo: Matteo & Matteo

Un paio di riflessioni sugli ultimi due mesi di eventi, che invitabilmente coinvolgono due giovani capi politici e aspiranti statisti

Matteo Salvini

La caduta del governo ad agosto, dal Papeete Beatch era una azione politicamente lecita. Peccato non che vi fosse nessuna ragione forte per attuarla.

Il dietrofront, e l’offerta addirittura del premierato a Di Maio è invece parsa un disperato tentativo di “rollback” assai goffo (come anche ritirare la mozione di sfiducia in corsa).

Dover restare seduto & mazzulato da Conte è stato un colpo mica da ridere per il povero Matteo. Le sue “faccine” lo hanno ridicolizzato assai.

La cosa poteva finire lì se non fosse che Matteo non ha cambiato registro e ha prima detto che erano attaccati alle poltrone, poi ha invocato elezioni, dimenticandosi che non è in suo potere farlo.

Poi ha iniziato a invierire dall’oppsizione, in cui  però ci si è messo da solo: per cui criticare l’operato del governo (gli sbarchi, finanche la finanziaria) lo rende più ridicolo che credibile. E durerà ancora per un po’, soprattutto perché Di Maio ha questi facili argomenti per qualcunque errore madornale compia il prossimo governo.

Matteo Renzi

Anche Renzi è un bel tipo. Prima lavora per creare un mega accordo con i pentastellati, dopo averli mazzulati in ogni tweet per mesi e mesi (con una retorica priva spaventosa), e dicendo che lui è l’artefice dell’accordo ma è troppo figo per volere qualcosa in cambio.

Poi invece di raccogliere con calma il credito, fonda un nuovo partito, e dice che va tutto bene, tranquilli: una mossa di assestamento.

Difficile non ricordarsi dello “stai sereno” usato prima delle pugnalate ai suoi colleghi di partito, diventata quasi una barzelletta nazionale: è evidente che Renzi intende ricattare il governo, e la costruzione di un gruppo parlamentare coeso con “pezzi”  di parlamentari del PD e M5S lo rende più simile ad un novello Andreotti che a un grande Cavour (e mi dispiace, non suona come un complimento).

E conte?

In tutto questo chi ha veramente il potere è la squadra di governo. Anche il duello a Porta a Porta tra i due Matteo è ridicolo: vogliono entrambi essere l’ago della bilancia ma la teoria dei giochi ci dice che o si alleano oppure il governo potrà vivacchiare facendo sponda ora sull’uno ora sull’altro.

Dal punto di vista strategico due Mattei hanno somma politica zero: per questo fanno finta di contare e di azzuffarsi, ma il rischio ora è che M5S e il PD recuperino voti a loro sfavore: difficile ma non impossibile.

 

 

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