Crisi di governo atto II: aspettando martedì 27 agosto

Da un lato il M5S deve scendere a patti con qualcuno, perché altrimenti è destinato a essere asfaltato alle prossime elezioni
Dall’altro il PD deve far dimenticare che dopo un mese dalla sconfitta aveva farfugliato qualcosa come “non ci abbiamo ancora pensato di metterci con M5S” per poi sentire l’artefice della sconfitta (Renzi) continuare ad avere voce in capitolo sulla non alleanza con i pentastellati

La via è stretta e Mattarella non ha dato scorciatoie.
Per cui la scommessa di Salvini (elezioni veloci e premiership facile) è ancora sul tavolo: unico sfregio la reazione di Conte e il suo duro discorso, che ha sicuramente avuto un impatto mediatico negativo su di lui.

La proposta dei pentastellati di un Conte bis (arrivata alla stampa venerdì 23 sera) è politicamente inaccettabile per un PD che ha criticato il passato governo su molti punti.
Inoltre il comportamento di Conte, che si è dimostrato “d’accordo” con Salvini per mesi e mesi per poi riversare in un discorso finale tutto il suo disappunto, non lo candida certo nell’Olimpo dei Premier. Insomma checché ne dica Grillo, Conte no è che sembri un granché (basta vedere le promesse a vuoto sul ponte di Genova, il vocione fatto su Autostrade risolto con un nulla di fatto, e un ponte da rifare, appena iniziato anziché appena finito).

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