Oracle Cloud e K8s

Abbiamo già trattato il Cloud di Oracle, codename OCI, e lo riprendiamo con questo articolo.

Oracle sta cercando di rincorrere la triade Amazon, Google e Azure, e lo sta facendo in modo creativo: vediamo pro e contro.

Oltre ad applicare sconti significativi sulle licenze del database Oracle e piccole macchine gratuite a vita (trattate da noi qui), offre Kubernates a zero costi sui servizi managed di control plane. In soldoni non si paga il servizio K8s, ma solo i nodi su cui lanciate le attività.

La forma delle macchine virtuali  di default (shape nel gergo di OCI) è VM.Standard.E2.1 che è una macchina da 8 GB con una CPU.

La numerazione prevede una più o meno quantità fissa di RAM a CPU.

Di seguito diamo una impressione a “caldo”, e spesso compariamo OCI ad AWS, per una ragione di semplicità: Amazon Web Service è il servizio più consolidato, è aggressivo per quanto riguarda il pricing (cioé non è il più economico ma è molto immediato e facile da capire).

Quando necessario facciamo anche dei confronti con gli altri cloud provider.

Cosa ci piace

  1. I costi dei nodi K8s sembrano abbastanza contenuti, meno di 3€ al gg per quattro nodi da 8GB di RAM “vuoti”. Il costo minimo mensile per un cluster da quattro nodi  si aggira quindi intorno ai 70€/mese.
    Il tempo di rescale di un node pool è di una decina di minuti, in linea con i provider più blasonati
  2. Di norma il control plane di K8s viene 0,10 $ all’ora (per es su AWS, con un prezzo identico per Azure e anche per Google).
    Per cui il costo annuale di un cluster K8s è di 876$ minimo su tutti i cloud provider “blasonati”,  mentre qui è zero. Questo rende OCI una piattaforma economica per sperimentare su cluster K8s e consente di provare differenti versioni di K8s o ambienti fortemente segregati senza aggravi.
    A onor di vero anche provider più piccoli come Linode e Digital Ocean hanno il controlplane gratuito, per cui questa mossa non è così innovativa, ma apprezziamo lo sforzo.

Cosa non ci piace

  1. Il sistema di billing è aggiornato ogni giorno, per cui non è possibile avere un’idea del consumo orario, almeno non dalla console standard (sono generati report csv a cadenze più granulari, ma vanno analizzati “a mano”).  Questo aspetto è peggiorato dal fatto che il price calculator è molto difficile da usare; in generale trovare sulla pagina dell’Oracle cloud i prezzi non è una impresa semplicissima, ed è aggravata da una terminologia per le macchine virtuali (“shape”) piuttosto discutibile (vedi punto 2).
    In AWS nella stessa pagina ci sono le descrizioni delle macchine virtuali (RAM, tipologia, ecc) e il prezzo orario.
  2. Il naming delle shape è confuso. Per esempio c’è una bella differenza tra le VM.Standard.E2.1  “vecchie” e le VM.Standard2.1; quest’ultime hanno tipo il doppio di RAM a parità di CPU.
    Il sistema di classificazione inoltre non correla in uno schema diretto shape e prezzi, come invece fa la pagina di AWS.
  3. Al momento OCI non offre servizi evoluti su K8s (come AWS Fargate) ma in ogni caso i costi sono sufficientemente bassi

In conclusione OCI è molto indietro nei tool di supporto (dalla billing console alla console K8s) ma sembra poter competere in termini di affidabilità con i brand più forti

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