A cosa servono il Greco ed il Latino

E’ tempo di scelta della scuola superiore per i figli di alcuni amici. Ricorre quindi la solita domanda “A cosa serve al giorno d’oggi studiare il Greco ed il Latino?”.

Tutte le volte che parlate di Tallone di Achille, di Referendum o di Virus fare riferimento alla cultura Greco-Romana, che ha avuto un influenza piuttosto ampia anche sugli anglosassoni.

Ora io potrei farvi un pippone sulla cultura che è il tuo retaggio ed è importante ecc ecc ma facciamo un paio di puntatine ed entriamo sul concreto, tipo perché il tuo compagno di banco si chiama Alessandro.

E prometto che leggere questo articolo saranno i cinque minuti meglio spesi della vostra giornata.

Venite a prenderle

La cultura greca fiorì intorno al 776 a.C (primi giochi olimpici) ed era un popolo di esploratori con una cultura condivisa molto forte, fatta sotto forma di storie chiamate miti. Erano anche estremamente litigiosi, e infatti ci sono più templi intatti in Sicilia che non in Grecia: Atene e Sparta se le diedero di santa ragione parecchie volte.

Quando i Persiani si affacciarono sul mediterraneo, nessuno avrebbe scommesso sul fatto che i litigiosi greci potessero sopravvivere. I Persiani erano una super potenza del passato.

Nel 480 a.C si svolse la battaglia delle Termopili, dove con circa 6000 uomini (di cui 300 Spartani) Leonida re di Sparta si sacrificò per rallentare i Persiani, e consentire agli Ateniesi di ritirarsi in salvo su un isola, preparare un contrattacco via mare, e vincere  (alla lunga, in un paio d’anni).

Per intenderci, i Persiani chiesero a Leonida di arrendersi e portare loro le armi, visto che i Persiani erano tra i 70.000 e i 300.000, cioé più di dieci volte (poi lasciamo stare che Erodoto parlava di quasi due milioni di nemici, ovviamente i Greci esagerano e poi Erodoto non era un granché come storico, si a raccontar storie bravo ma in quanto a precisione…brr non vi dico le note sul libro di versioni). Più o meno lo stesso rapporto di forze tanto caro a George Lucas tra Impero e ribelli di Star Wars.

La risposta di Leonida fu Μολών λαβέ, Molòn labé cioé “venite a prenderle”. Bisognava essere piuttosto spavaldi per dirlo (ma d’altronde gli Spartani si sentivano sempre fighi …) cmq Frank Miller ci ha fatto un fumetto un po’ esagerato nel 1998,tanto per capirci. I Persiani ne  rimasero colpiti,  vinsero quella battaglia, anche se poi persero la guerra.

 

Megas Alexandros (356-323 a.C.)

Dopo che le polis Greche riuscirono ad opporsi ai Persiani, Alessandro Magno riuscì ad unificare tutta la Grecia, strappò l’Egitto ai Persiani e poi conquistò l’impero Persiano, arrivando fino al fiume Indo. Con sua grande amarezza si dovette fermare per l’opposizione dei suoi generali, benché ci fossero ancora terre da esplorare (non so se vi è chiaro quanto dista il fiume Indo da Atene: sotto ho riportato la mappa).

Per intenderci,  Marco Polo scopre che a oriente tutti conoscono la prima battaglia dell’albero secco tra Alessandro e Dario. Alessandro Magno è conosciuto in mezzo oriente!

 

Come dice lo storico Alessandro Barbero durante uno speciale di Ulisse (RAI) la cultura greca divenne dominante su tutta quella parte di oriente, anche se poi le invasioni arabe si sovrapposero a gran parte di quelle aree. Per darvi un’idea,

  • in Egitto Tolomeo (che diede origine alla stirpe Tolemaica, di cui anche Cleopatra avrebbe fatto parte) era uno dei generali di Alessandro, che difatti fondò Alessandria d’Egitto.
  • Gesù probabilmente parlava in aramaico, ma i vangeli furono scritti in greco poiché quella era la cultura dominante in Palestina e l’unica lingua in cui aveva senso scrivere.
Estensione dell’impero di Alessandro Magno

 

La cultura che si studia al liceo classico si chiama greco-romana, perché quando i Romani conquistarono la Grecia (146 a.C. circa), tale cultura filosofica si fuse facilmente con quella romana per due ragioni:

  1. I Romani non distruggevano le culture (ad eccezione di quell’incidente con Cartagine…), ma le tolleravano a patto che pagassero i tributi (ne è prova che gli ebrei potevano tranquillamente vivere sotto il dominio romano senza troppi problemi, e di certo gli Ebrei erano un popolo molto attento alla propria indipendenza culturale, basta leggere le guerre che fecero in nome della loro libertà religiosa, falsi dei costretti a venerare ecc ecc).
  2. I Greci erano culturalmente superiori ai Romani, ed ebbero gioco facile a conquistarla culturalmente. I Latini erano una cultura iper-militarizzata, pragmatica e super-concreta, per intenderci la loro lingua priva di articoli, non  ambigua e molto povera di parole rispetto al greco. Se vi leggete Cesare, vi accorgerete che era un tipo di poche parole, ma non scherzava mica.

In conclusione, la cultura greco-romana è la cultura di tutta l’Europa e di un pezzo consistente dell’Asia minore (almeno in parte); ci siete dentro, anche se non lo sapete.

 

 

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