Evangelion non è per bambini e non è di nicchia: ora lo sa anche Netflix

L’uscita di Evangelion su Neflix è stata accompagnata da una sollevazione popolare sul nuovo doppiaggio (ad opera di Gualtiero Cannarsi, ma non è così semplice e qui trovate una spiegazione), ritenuto da una miriade di fan poco rispettoso di NGE e della grammatica italiana. Da quel poco che ho potuto sentire, molte obiezioni sono più che condivisbili, basta essere armati di un buon dizionario e aver fatto un po’ di studi classici.

E’ interessante osservare come Netflix abbia dovuto fare marcia indietro, promettendo di rivedere il doppiaggio, e che in generale la reazione sia stata inaspettata.

E’ anche un po’ imbarazzate che una società di queste dimensioni sia caduta in un errore di valutazione così grande, senza rendersi conto che stava maneggiando una serie molto importante anche se datata, e non una versione di Paw Patrol localizzata in chissà che lingua.

Piccola introduzione per neofiti:

Neon Genesis Evangelion (“Il vangelo del nuovo secolo”) è una serie di animazione ideata da Hideaki Anno e andata in onda in Giappone tra il 1995 e il 1996. Inizialmente completata con qualche difficoltà (leggi: andò malissimo come ascolti), ebbe poi un successo esplosivo, due lungometraggi e ultimamente una “riedizione” su 4 DVD usciti con il contagocce, di cui l’ultimo è atteso per il 2020.  In particolare la nuova versione è stata completamente ridisegnata, ha qualche piccola variazione di trama ma i primi due DVD sono quasi identici alla serie originale.

Non si tratta di una serie animata adatta ai bambini, a cui è caldamente SCONSIGLIATA.

E’ stata considerata una serie molto sopravvalutata dai suoi detrattori, benché tratti temi religiosi, etici e anche personali con un grande impatto concettuale. E’ anche una serie pensata in modo molto preciso dall’inizio alla fine,  e che richiede alcuni approfondimenti specifici per essere appresa completamente…alcune scene durano una frazione di secondo, altre alternano passato e presente velocemente, richiedendo uno sforzo inaspettato nello spettatore.

Si rifà al filone dell’animazione  alla MazingaZ e Goldrake, con robottoni giganti che combattono sullo sfondo della solita città giapponese, ma ha anche molte altre sfumature. Il centro della storia è incentrato su un adolescente introverso, costretto da una serie di eventi a combattere contro la sua volontà.

Mentre i primi episodi sono piuttosto “classici”, col proseguire della serie il tono diventa più cupo, il rosso sangue scorre a fiumi (anche se si tratta di sangue “robotico”) e quindi onestamente è poco adatta a bambini in età prescolare (!).

Nota deotologica: si sono un fan di Evangelion e sì la ritengo un ottima serie, e sì è evidente che non si può fareuna discussione su NGE senza scatenare una guerra santa, ma fidatevi io sono un pacifista.

 

E’ stato scritto così tanto su NGE che mi imbarazza doverne parlare, perché non sono certamente la persona più informata, ma mi è sembrato doveroso sottolineare alcuni aspetti.

Di cosa parla Evangelion (ATTENZIONE: LIEVI SPOILER)?

La serie è ambientata in un futuro prossimo (essendo del 1995 il futuro è venti anni avanti, nel 2015) e veniamo buttati “in medias res”.

C’è l’attacco di un Angelo (il terzo) che in effetti vaga per i fatti suoi ed è attaccato dai  militari giapponesi, che in preda ad un notevole autocontrollo gli sparano addosso di tutto e poi una bomba non nucleare ma che ha effetti di devastazione simili (chiamata mina N2).

L’esplosione blocca temporaneamente l’Angelo. Apprendiamo che è in grado di rigenerarsi senza troppi problemi. Il controllo viene quindi passato alla Nerv, una entità para-militare nata apposta per affrontare gli Angeli.

Come vedete in quanto a organizzazione e preparazione i Giapponesi non scherzano per nulla.

E la Nerv (e qui forse l’organizzazione, c’è ma la consapevolezza dei rischi è un po’ carente) prendono il protagonista, Shinji Ikari, un adolescente figlio del capo appena arrivato, disorientato quanto voi e lo mettono su un robot altissimo, brutto quanto l’antagonista (anzi forse di più) e lo sparano fuori a combattere. Qui si nota che: 

  1. Il nepotismo è una parola sconosciuta in questa serie, e in generale nessuno si fa domande su questa cosa (ma c’è una spiegazione).
  2. Per un giapponese sei sempre un samurai anche se non sai combattere
  3. L’abbondanza di colore viola è un rimando a Tezuia Zurugi oppure un inno al daltonismo?

L’Eva 01 (o “Unità Prima”) si pilota con la mente, e ovviamente l’adolescente ne perde il controllo (sul come lo vedrete).

L’Eva è simpaticamente alimentato con un cavo (niente ricarica a contatto, sorry) e ha 5 minuti di autonomia dopo la sua rescissione.

Quindi è chiaro: le puntate durano 20-30 minuti, e i combattimenti si svolgono al fulmicotone in 5 minuti. Il resto è pre & post fuffa. Lo schema è quindi molto simile a quello di Mazinga & Goldrake, con la differenza che con il proseguire della serie i combattimenti diventano sempre meno importanti, rimpiazzato dall’introspezione psicologica sui diversi personaggi.

L’Eva fuori controllo vene chiamato in modalità Berserk (“Furia” nella traduzione incriminata, ma che rende l’idea) e si muove per i fatti suoi, come un animale abbastanza aggressivo: morde, si può rigenerare e ha uno scudo di energia mica male: tipo che Alien in confronto è un agnellino da battere.

All’inizio della puntata però si parla anche di un fantomatico “Progetto per il perfezionamento dell’uomo” che sembra l’assilo principale della Nerv, come se combattere contro un essere invulnerabile usando un robot (a dir poco) mentalmente instabile sia una cosa secondaria (peraltro ben riuscita).

Il succo è che Evangelion è la storia di Shinji Ikari, e di altri adolecenti scelti per salvare il mondo.
Quasi tutto verrà spiegato in modo abbastanza misterioso nel corso della serie.

Apostoli vs Angeli

Una degli aspetti su cui ha insisto di più la pessima traduzione di Netflix è stato il tentativo di tradurre Angeli in “Apostoli”. Il termine “Angeli” ricorre anche nella traduzione in inglese, in wikipedia e pure in qualche scritta digitale dentro l’anime. Per cui benché il termine giapponese possa essere tradotto più correttamente come “apostoli”, non vi dico cosa è sucesso quando è venuta fuori questa nuova “traduzione”: come versare benzina su un vulcano incandescente.

Mar morto, simbologia cristiana e cabala

Evangelion “ruba” una serie di simboli & concetti da quello che per un giapponese è il suo oriente: cioé la tradizione ebraica della cabala e i vangeli apocrifi. Per questa ragione è molto difficile rendere questa parte senza cadere in errori grossolani.

Quando guardate Evangelion dovete sopprimere quello che sapete sui simboli cristiani e i termini. Per es si parlerà di “Angeli” e vedrete in modo ricorrente croci e lance, ma il loro significato è diverso da quello che vi aspettereste.

Comprendo quindi la volontà del nuovo adattamento di “ritradurre” alcuni concetti chiave (e l’introduzione di termini come “apostoli”).
Il tentativo di ignorare la sintassi e la grammatica Italiana non è stata però una scelta vincente.

 

 

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