Java in un Espresso, Parte III: April

April 8, 2009
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Nei precedenti articoli abbiamo visto come creare un applicazione Java agile, evitando il blasone delle specifiche J2EE. Dopo aver valutato (scartandola) una soluzione 2-tier molto simile a quelle fattibili in PHP, ci siamo focalizzati su una soluzione basata su Spring.

Come test, abbiamo sviluppato a Gioorgi.com una applicazione didattica che abbiamo chiamato “April”.

April si serve di Spring e AspectWerz per mettere in pista un semplice monitor di file, che gira all’interno di una webapp. Le performance del file monitor sono misurate tramite un bean chiamato PerformanceMonitor, che è istrumentato tramite Aspetc Oriented Programming.

Il risultato è che il sistema crea un numero di thread variabili a runtime, finché i tempi di risposta del FileMonitor non si avvicinano a quelli richiesti dalla configurazione di Spring.

Il Performance Monitor ha dei limiti sul numero di thread che può creare, per evitare di sovraccaricare il sistema.

Inoltre pochissimo codice (circa cinque classi su una trentina) hanno riferimeni a interfacce Spring (per lo più per supportare la creazione di oggetti che siano gestibili con l’AOP di Spring).

April è un buon esempio di una applicazione strutturalmente semplice, che fa una cosa abbastanza complicata. Non sarebbe stato facile sviluppare April in un linguaggio di scripting, né sarebbe stato facile ottenere le performance che ha, come vedremo.

Autowiring

April sfrutta l’autowiring in modo semplice, per istanziare (e monitorare) degli startup task.

Contrariamente alle servlet, i task non devono essere servlet: è sufficiente che implementino una maker interface chiamata StartupTask.

Nel file di configurazione di Spring, vengono dichiarati i task di startup, che Spring provvederà ad istanziare per conto nostro. Inoltre Spring “inietterà” tutte queste istanze in una particolare collezione tipizzata che si trova in una classe chiamata “Startup”.

Al boot, viene creata una sola istanza di Startup da parte di Spring, e questa classe si occupa di creare un thread per ogni istanza che implementa l’interfaccia StartupTask.

Potete scaricare April da questo link: [download id=”2″] … e restate in ascolto!

Performance

April è stato proavto sia sul jdk 1.5 che sul jdk 1.6. Come si sa, cambiando versione di JDK le performance migliorano in modo apprezzabile. In particolare il JDK 1.6 si è dimostrato molto più veloce nella gestione dei file (è quasi dieci volte più veloce nella scansione degli oggetti file). Rispetto al vecchio jdk 1.4, la concorrenza è gestita in modo molto più efficace, ed è stato possibile raggiungere livelli di parallelismo dei thread molto spinti, semplicemente con un uso accorto delle zone di sincronizzazazione

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One Response to Java in un Espresso, Parte III: April

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