La trebbIAtrice

La persistenza della memoria

trebbIAtrice

Il modello di trebbIAtrice 2000XR fu consegnato in lieve ritardo: Oreste Zucconi dovrette attendere sotto il sole tutta la mattina prima che l’autorimirchio spuntasse con enorme lentezza sul ciglio della collina. In compenso, la procedura di ritiro fu rapidissima, e in meno di venti minuti Oreste poté ammirare la trebbIAtrice rossa in tutto il suo splendore. O meglio, poté ammirare la cura nell’impacchettamento della trebiiatrice: avevano legato tutto con fil di ferro, per evitare danni dovuti agli scossoni; Oreste saltò il pranzo per liberarla da quella specie di sex-bonding-agrario.

Il manuale era contenuto in un faldone ad anelli di 200 pagine: Oreste riuscì ad avviare la trebbIAtrice solo al tramonto, raccolse il grano per una mezz’ora, prima che la batteria si scaricasse completamente.

Avrebbe dovuto attendere la ricarica solare per due giorni.

Secondo round di prove con Claude e ChatGPT

Nella storia più sopra ho provato a esprimere le mie impressioni, in parte “epidermiche” e in parte comprovate da FATTI: quello che vedo nella AI sono i seguenti aspetti, che vado ad analizzare più sotto.

Per un uso verticalizzato (es per scrivere codice o come “super-motore-di-ricerca”) l’Intelligenza Artificiale è molto efficace, ma richiede supervisione, perché se non goveranta genera una notevole entropia lavorativa. Contrariamente a quello che si dice, questa supervisione può anche essere fatta da dei junior, purché abbiano spirito critico e voglia di studiare; non sempre è piacevole fare la review di quanto scritto da una macchina, ma non richiede capacità sova-umane. Non vedo una minaccia diretta nell’uso dell’AI, e i suoi vantaggi sono enormi.

Però molti rimangono abbacinati da questi risultati e li proiettano acriticamente su altri contesti, il che può portare ad errori di valutazione. Per esempio, su contesti creativi, la situazione per l’IA è di uno svantaggio sottile ma sostanziale. E’ possibile fare usi creativi del’IA nella generazioni di video o immagini, ma quasi mai questi lavori sono originali.

Facciamo qualche piccolo esempio. Picasso ebbe l’idea del cubismo: chi viene dopo potrà solo copiare la sua idea. Gli orlogi mollicci di Dalì (“La persistenza della Memoria”) sono una sua idea fulminante: non si può ripetere e difatti sono il suo marchio di fabbrica.

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Golconda

I quadri surreali di Magritte sono già più facili da “simulare”, purché non si interpreti un errore di elaborazione come una “idea originale”.

Se chi scrive il prompt è molto bravo, può creare opere nuove; creare opere veramente originali è fattibile, ma molto più difficile. La generazione di immagini è efficace solo se chi la fa è in grado di capire se l’output è adatto allo scopo, e di discernere una buona idea rispetto a una su cui, per esempio, non vale la pena impostare una campagna pubblicitaria. Il lavoro del grafico si sposterà molto di più sulla fase di intervista e interpretazione del committente, perché generare a caso 4 immagini con CoPilot è economico, ma rischia di non soddisfare il cliente (o di vedersi chiedere uno sconto per la medio-bassa qualità del lavoro).

In questo secondo scenario l’IA ti fa perdere parte del tempo che ti fa guadagnare; misure precise ancora non ve ne sono.

Ho colleghi che usano ChatGPT per fare le slide in contesti ove dovrebbero metterci loro la testa, oppure che usano ChatGPT tutte le volte che devono scrivere qualche cosa: è un uso un pò point-less, che cerca inconsciamente di allontanare da sé quello che non ti va da fare: compensibile e perdonabile, ma non “allarmante” o da “singularity change”.

Conclusioni

E’ come se fossimo passati dal cavallo alla Ford model T: è una rivoluzione ma questo non farà scomparire di botto tutti i cavalli in città né renderà le strade più sicure.

Staremo a vedere, nel frattempo lasciate il vostro commento.