Perché investire in borsa? La risposta è 26
Le statistiche (e la numerosità degli imbonitori su Instagram) ci portano a concludere che in Italia pochissime persone investono i propri risparmi. Storicamente i risparmiatori Italiani hanno investito per decenni in titoli di stato: per tutti gli anni 80 questa strategia ha pagato, poiché i rendimenti di questi titoli erano alti e solidi. Nel tempo si sono verificati una serie di complessi eventi che hanno portato a rendere sempre meno vantaggioso l’investimento in buoni del tesoro: basti a eventi avversi come il default della Grecia, o alla crisi che portò il governo Monti a una radicale ristrutturazione del welfare Italiano, e di cui si sta perdendo memoria.
Partiamo quindi da una analisi molto basilare, dal fisco Italiano. Lo facciamo perché in Italia il fisco esercita un effetto non trascurabile sulla economia, e viene continuamente rimaneggiato ad ogni finanziaria (non c’è pace su questi aspetto: ogni anno avvengono estenuanti negoziazioni).
Premetto che userò come esempio il reddito da lavoro dipendente. L’ultimo governo ha istituito scaglioni fiscali estremamente vantaggiosi per le partite IVA, per cui questo discorso mal si applica a chi per es ha uno scaglione IRPEF di appena il 15%, anche se magari ha entrate più discontinue; nondimeno se si dispone di molta liquidità può avere senso investirla, e quindi si può trarre ugualmente beneficio dalla seguente riflessione.
Le imposte in Italia sono di diverso tipo. Le imposte sul reddito da lavoro dipendente si basano su tre scaglioni, illustrati sotto (qui la fonte).
| Scaglioni di reddito (lordo) | Aliquote IRPEF 2025 |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro di reddito | 23% |
| Da 28.000 euro a 50.000 euro di reddito | (*) 33% |
| Oltre 50.000 euro di reddito | 43% |
(*) NB: L’ultima finanziaria ha abbassato il secondo scaglione da 35 al 33% (fonte: IlPost):.
Non mi addenterò in una discussione estesa del fisco italiano, ma è molto facile ricadere in una fascia con aliquota maggiore del 23%: è sufficiente abitare in una grande città e avere un lavoro decente.
Per es 27.000 lordi equivalgono a circa 1.700€ netti in busta paga al mese (al 23% e senza tredicesima…): a Milano, con un affitto da 900-1000 euro siete già indigenti con quella cifra, con cui invece vivete dignitosamente in Basilicata.
Appena sopra questa soglia il vostro reddito aggiuntivo inizia ad essere tassato al 33%.
Le rendite finanziarie invece vengono tassate al 26%.
A rendere la cosa ancora più interessante è che lo Stato (non solo quello Italiano, immagino) fa carte false per farvi comperare il suo debito: l’imposta sui BTP infatti non è al 26% ma al 12,5%, di fatto meno della metà!
Questo implica che se riuscite a costruirvi un banalissimo portafoglio remunerato con bassi costi di gestione (es 50% obbligazioni+50% ETF) subirete sugli ipotetici guadagni una imposizione di gran lunga inferiore ai vostri redditi da lavoro
Ovviamente stiamo parlando di guadagni IPOTETICI, non certi.
Il Conto corrente è più sicuro di un investimento azionario, ma niente è sicuro al 100%
Il conto corrente è un oggetto dato per scontato, e considerato sicuro, ma ha oggi ha alcuni punti deboli:
- Spesso non fornisce un interesse in grado di portare un guadagno. Come ho già osservato, qualsiasi C/C vi offra meno del 3% lordo circa vi sta facendo perdere soldi o non ve ne sta facendo guadagnare. E’ come dire 0%
- E’ tassato in proporzione alla liquidità ivi contenuta.
- In passato è stato esposto a rischi non immediatamente percepibili. Facciamo un paio di esperimenti mentali.
Il fondo interbancario di garanzia copre fino a 100.000 € ma questo valore non è così difficile da raggiungere in 40 anni di risparmi e magari con qualche eredità e/o rendita sporadica (es incasso di una liquidazione da lavoro dipendente). Inoltre nel caso del fallimento di una banca, recuperare il proprio denaro non è immediato.
I conti correnti sono facile preda della finanza creativa della Prima Repubblica; nel luglio del 1992, in piena tangentopoli, un allegro governo guidato da Giuliano Amato ebbe una alzata d’ingegno:
Fra i provvedimenti principali per il pareggio di bilancio si ricordano una manovra finanziaria da 93 000 miliardi di lire, la più importante dal secondo dopoguerra, e il prelievo forzoso retroattivo del 6‰ (6 lire ogni 1000) dai conti correnti delle banche italiane, nella notte di venerdì 10 luglio 1992, legittimato con decreto d’urgenza pubblicato alla mezzanotte tra il 10 e l'11 luglio
Se per un fortuito evento aveste avuto sul C/C l’importo erogato da una banca per un mutuo (es 500.000.000 di lire) lo stato si sarebbe intascato 3.000.000 di lire in un lampo. Ora la probabilità che eventi del genere si ripetano è bassa, ma è molto più difficile fare una legge che aggredisca le azioni investite su aziende straniere o in buoni garantiti dallo Stato.
Una nota sulle rendite da affitto
Se possedete un immobile, la cedolare secca sul primo affitto è pari al 21 per cento, che è addirittura più bassa del primo scaglione dell’IRPEF di cui sopra.
Un immobile ha alti costi di gestione, e se il vostro affittuario smette di pagare voi dovete comunque provvedere ad una parte delle spese condominiali… per cui non è una attività esente da rischi di capitale; non è un caso se in alcune grandi città (Milano) sia sempre più difficile trovare affitti di lungo periodo per gli studenti, mentre gli affitti brevi tipo AirBnB stanno diventando la norma: sono più redditizi e hanno meno rischi di lungo periodo.
Conclusioni
E’ evidente che non c’è alcuna garanzia di ritorno per un investimento finanziario (lo ripeteremo alla nausea)…ma con un orizzonte di tempo lungo (10 anni o più) sembra essere molto sensato investire i proprio risparmi, anziché lasciarli sul conto corrente e farseli divorare dall’inflazione. A meno di non spenderli tutti in breve tempo :)
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