Cesare by Alberto

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Per Natale mi hanno regalato il libro “Cesare” di Alberto Angela, un notevole sforzo editoriale di Mondadori per dare una rinfrescata ad un classico, il “De bello gallico”. Sono oltre metà e il mio demone mi ha chiesto di fare una recensione.

Il libro è una versione divulgativa del de Bello Gallico, un testo tutt’altro che verboso, scritto da Giulio Cesare, probabilmente a fini propagandistici. Alberto Angela realizza un’opera scorrevole, a cui unisce anche le sue capacità come archeologo. Per ogni battaglia vengono analizzate le informazioni geografiche, quando è possibile identifica i luoghi con precisione, e tutto quello che si è scoperto.

Trattandosi di eventi di oltre 2000 anni fa, le tracce umane sono pressoché scomparse, ma Alberto non si risparmia, con reperti foto e schemi delle battaglie.

In alcune parti l’autore si lascia andare ad un aspetto romanzato, ma esso è molto limitato allo stretto indispensabile, e crea un testo sia accessibile che accurato.

Comperai una versione con testo a fronte del de Bello Gallico qualche hanno fa, per leggerlo con mio figlio grande. Il testo di Cesare è asciutto e sintetico, complice anche il mio personale sospetto che il grande condottiero abbia come dire… riciclato… i dispacci che doveva inviare al Senato, che richiedeva report precisi sull’operato dei proconsoli.

Il fatto che Cesare parli in terza persona sospetto non sia uno stratagemma letterario, ma il mero effetto collaterale di questo “riciclo”; in ogni caso non sono un filologo, per cui questo sospetto ha un umile valore.

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Anche con il testo a fronte, il de bello è circa la metà dell'opera di Angela

Accanto alla narrazione del libro originale, Alberto alterna descrizioni del contesto politico, racconta quello che stava succedendo a Roma mentre Cesare combatteva, servendosi di numerosi fonti (Cicerone, Catullo, Plutarco, ecc) mostrando as usual una notevole conoscenza dei classici.

Va ricordato che alcune fonti (come Plutarco) scrivono di questi fatti a circa 100-120 anni di distanza (Plutarco nasce circa 100 anni dopo le imprese narrate da Cesare) e quindi spesso riportano mitologie più che realtà acclarate con certezza, ma abbastanza affidabili. Ricordate che con la presa del potere di Ottaviano la figura di Cesare venne ulteriormente mitizzata, anche perché parlare di Cesare era più…ehm “sicuro”… che parlare di fatti più vicini allo scrivente, visto che la lotta per il potere a Roma non era mai in pausa.

Mi sento quindi dire che anche se avete letto o studiato il de Bello Gallico a scuola, questo libro di Alberto Angela può darvi qualcosa in cambio.

Si nota lo sforzo editoriale di Mondadori, che accompagna l’uscita dell’Opera con un video promozionale fatto con l’Intelligenza Artificiale e con il commento vocale di Luca Ward, famoso doppiatore di Russel Crowe (“Il Gladiatore”).

Tra le cose che non ho gradito ne posso elencare due:

  • Il ricorso ad esempi al contrario, cioé utilizzare metafore moderne (fake news, poker face e altre paroline simili) per spiegare i meccanismi del potere. Non lo ritenevo necessario.
  • Eccessive ripetizioni. Il testo è strutturato in capitoletti brevi, che sembrano scritti per essere fruiti in modo indipendente (‘casual reader’ ?). Il sospetto è che siano anche stati scritti in modo lievemente slegato. La mia insegnate di Italiano mi ha sempre detto di non ripetere lo stesso concetto più di una volta: leggete 100 pagine di quest’opera nella stessa sessione, e vi accorgerete anche voi di questo problema.

In sintesi, un ottima lettura per recuperare un classico e capire alcune parti che magari non erano chiarissime nel testo originale di Giulio Cesare, famoso per una prosa secca, asciutta ed essenziale (insomma il contrario di…Cicerone, per certi versi).