La libertà non ha prezzo: come liberarsi di GMail

October 11, 2010
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In questo articolo voglio illustrarvi le ragioni che mi hanno portato ad abbandonare GMail, ed i pro e contro di tale scelta. L’alternativa che ho scelto è di gestirmi “in casa” le email, su una macchina Linux appropiatamente configurata (postifix, dovecot, procmail e spamassassin lato server, e squirrel mail per la webmail).

Questo è il primo di una picccola serie di articoli su questo argomento.

Tra gli aspetti negativi di GMail possiamo annoverare:

  • Impossibilità di creare gerarchie di folder (le “label” di GMail). Le “priority” mail introdotte nel settembre 2010 non fanno altro che complicare la situazione invece che semplificarla.
  • Impossibilità di avere misure precise sui dati: quando si fa una ricerca, non viene mai ritornato neppure una approssimazione accettabile dei risultati (si legge “centinaia” o “migliaia”)
  • L’aspetto della privacy è sempre più a rischio e delicato, visto che durante il 2010 Google ha osato affermare che chi vuole la privacy ha qualcosa da nascondere. Questo grave problema è condiviso con Facebook
  • Impossibilità di configurare l’antispam in modo appropiato

Ovviamente tra gli aspetti positivi c’è da dire che GMail offre moltissimo spazio su disco, ha una interfaccia web leggera e con chat integrata, e ha un uptime di tutto rispetto. Inoltre il motore di ricerca era fino a poco tempo fa notevole.

Per cui in questo articolo vedremo come valutare attentamente i dimensionamenti e l’effort richiesto, affinché sia possibile per ognuno dei lettori capire se il gioco vale la candela

Dimensionamenti

La prima ragione per non lasciare GMail è la quantità di spazio necessaria per gestirsi la posta su un server Linux dedicato.
Da alcuni calcoli in mio possesso, possiamo stimare un valore medio intorno ai 15Kb per email.
Lo spam ha normalmente un peso attorno agli 8Kb, mentre brevi messaggi di botta e risposta in una mailing list tecnica possono arrivare ad appena 4Kb. Messaggi di sistema e di reportistica (es di LogWatch) arrivano a 20Kb.

Con una stima prudenziale di 15Kb per email, in un Gb possiamo memorizzare quasi 70.00 messaggi.

Tale valore  vuol dire poter memorizzare tre anni di attività se si suppone una frequenza di 63 email al giorno, ogni giorno. Se avete una attività doppia o tripla, un Gb può garantirvi un anno di archiviazione.

Se avete poco spazio potete pianificare 512MB, ma non vi suggerisco di andare sotto questo valore.

Requisiti: AntiSpam, IMAP, accesso mobile

Affinché sia sensato imbarcarsi in questa impresa, è fondamentale pianificare anche l’installazione di un antispam minimale. La nostra scelta è caduta su SpamAssassin perché è installabile con minimo sforzo, ed è efficace quanto GMail.
Infine SpamAssassin può essere tarato per le proprie esigenze, creando regole “ad hoc” per il vostro dominio, cioé per la specifica tipologia di Spam da cui siete affetti.

Inoltre nel nostro caso volevamo anche l’accesso IMAP per connettere un iPhone, quindi non ci bastava un server POP3. Questo come vedremo ha limitato la scelta del server di posta in lettura.

IMAP Server: DoveCot 2.0

Uno dei requisiti per lasciare GMail, è avere a disposizione un server POP/IMAP efficente. La nostra esperienza con DoveCot è parzialmente di successo.

DoveCot è incluso nella distribuzione server di MacOSX, è attivamente sviluppato ma presenta carenza nella documentazione, soprattutto per quanto riguarda gli esempi d”uso.  Dal punto di vista dell’effort, mentre l’installazione di postfix/procmail è praticamente nulla o quasi (perché spesso sono già installati…) installare DoveCot 2.0 dai sorgenti ha richiesto circa il doppio del lavoro atteso per le seguenti ragioni:

  • Al boot sono segnalati parecchi errori (per es vanno configurati almeno due utenti (non viene usato nobody per es ma dovecotnull…e lo si scopre solo dopo)
  • I file do configurazione sono tanti, e di default sono installati in luoghi poco intuitivi
  • Non è facile trovare un monitor logwatch per dovecot (noi abbiamo lasciato perdere)
  • L’eseguibile di amministrazione è confuso (non ha start ma ha stop come comando, non ha restart…) Per fortuna lo script per init.d è corretto ma non è installato di default

Se ne avete la possibilità, installatelo dai pacchetti apt, ma per gli usi evoluti noi abbiamo scelto l’installazione dai sorgenti della versione 2.0.

WebMail

Qusto punto è dolente, poiché implementazioni carine e complete non ve ne sono molte… SquirrelMail è solido, semplice da installare e veloce, ma molto spartano

RoundCube puo’ fare la differenza, ma era famoso per i bug di sicurezza per cui…fate un testbed prima di usarlo!

Vi lasciamo configurare con calma il vostro Dovecot: ci vediamo tra sette giorni per mettere in campo procmail!

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