Con me o contro di me

Quando frequentavo le medie inferiori nella mia classe si formarono due pseudo bande. I due presunti “capetti” non amavano molto la neutralità: “O sei con noi o sei contro di noi”. Per cui non mi fu possibile stabilire legami stabili con tali loschi figuri. Questa rigidità mentale era giustificata dalla giovane età oltre che dal fatto che si trattava di una scuola di periferia.

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Lo scioglimento di Alleanza Nazionale

La settimana scorsa si è formalmente concluso il percorso politico di Alleanza Nazionale.

Fini ha confermato che il leader del Partito delle libertà (PDL for friends) è sempre il Grande Silvio, affermando però che non bisogna lasciarsi andare al culto della personalità (un rischio già preso dai numerosi vassalli del Belusconismo…).

[Aggiornato!]

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L’eredità del monarca

 Fini oggi ha rotto un tabu iniziando a candidare il presidente del milan Silvio Berlusconi alla carica di Presidente della Repubblica.

L’eliminazione dall’arena politica del grande Silvio serve per aprire la guerra alla successione, ove l’unico ben piantato in prima posizione sembra essere Fini. Bossi è malato, e Maroni risulta parecchio incolore in questi mesi.

Certo fa tenerezza il modo in cui Fini è stato abilmente pilotato (politicamente, si badi bene) dal nostro Silvio; l’intervista al giornale estero è un vecchio trucco per iniziare a parlare di una cosa facendola entrare dalla finestra invece che dalla porta delle discussione politica.

Essere presidente della camera per Fini è un viatico simbolico per diventare il prossimo primo ministro, mentre impara a governare il parlamento.
A patto ovviamente che una abile riforma costituzionale non dia maggiori poteri al futuro Presidente della Repubblica, esautorando i sogni delle comparse.

Concludo osservando che in questa italia, la libertà fa sempre più paura a tutti. Siamo sicuri che questo popolo le libertà non le stia togliendo a coloro che la pensano diversamente?…

La soglia di sbarramento al 4% è la fine dei partitucoli

Si possono trovare parecchi articoli sui giornali, riguardo la legge che impedisce l’ingresso in parlamento ai partiti che non superano il 4% dei voti. Un articolo di Repubblica chiosa un sondaggio effettuato tra gli elettori. A nostro avviso è estremamente importante questa legge, che non si è riuscita a fare prima. Potenzialmente con una soglia al 5% è teoricamente  possibile trovarsi in parlamento con una decina di partitucoli (10×5%=50%) che in pratica sbarrerebbero la strada a qualsiasi tipo di riforma a chi dovrebbe aver ricevuto la maggioranza relativa (in Italia i partiti più grandi veleggiano intorno al 30-35% dei voti).

 

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