Un uomo per tutte le stagioni?

Domenica sera ho seguito con interesse l’intervista a Romano Prodi, e c’è stata un’affermazione molto amara.
Prodi, dopo essere stato premier per due volte, ha concluso che è venuto  il momento di “dare spazio ai giovani”, e che quindi il rinnovo della sua tessera del PD non andrà interpretato come una nuova potenziale discesa in campo, anche se non ha nascosto che continuerà a fare una qualche forma di politica attiva all’interno del partito democratico.

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Un paese senza opposizione

Le dimissioni di Veltroni annunciate questo mercoledì fotografano un Italia tutta particolare:

  • Per dimettersi da leader dell’opposizione, è necessario subire due sconfitte (politiche in Italia e amministrative in Sardegna) non una. Mi dispiace per Veltroni, ma oltre a non capire come affrontare Berlusconi, non si è nemmeno accorto in tempo che doveva dimettersi. Un ritardatario cronico.
  • E’ diventato normale usare il pugno di ferro sugli immigrati, salvo accorgersi poi che sono loro a costruire (in nero) le nostre case.
  • Le posizioni più reazionarie della Chiesa Cattolica sembrano progressiste se confrontate con il programma di governo.
    E si può dire tutto della religione cattolica, tranne che sia più avanti dei tempi.
  • Per giorni si è parlato di cronaca ed etica (eutanasia e stupri), ma quasi nessuno fa notare lo stupendo governo di destra sta inanellando disastri economicio-recessivi uno via l’altro.
    E la ragione è semplice: oggi in Italia si propone il carcere ai giornalisti se pubblicano le intercettazioni. Immaginate cosa succederebbe se dicessero che Silvio ha sbagliato qualcosina di “futile” come la politica economica.
    Hanno addirittura paura a spettegolare sulla Carfagna e sul suo presunto rapporto sentimentale con il primo ministro.

Ora vi chiedo: siamo proprio sicuri che di questo passo non perderemo qualcosa che è parte della nostra identità nazionale, ricevendo in cambio poco o nulla?

Non ci stiamo perdendo qualcosa d’altro, di più importante, oltre all’opposizione?

Telecom troubles2

Il governo, d’accordo con l’opposizione vara un decreto per proteggere la privacy del povero signor “Mario Rossi” (o Bianchi… insomma un nome comune) spiato dai cattivoni di telecom. In pratica si vuole impedire che le scottanti telefonate tra Rossi (Bianchi) e la sua fida commercialista (amante) vengano scoperte.

La cosa parrebbe sensata se non avessimo l’impressione che lo scopo sia VEROSIMILMENTE un’altro.

Infatti un giornare come Repubblica (o il Giornale.. hem…) e’ composto da circa 46 pagine. Le intercettazioni sono 100.000 files.
Non si puo’ pubblicare tutto prima della fine del mondo, e la gente si sa perde interesse dopo circa tre puntate (anche meno…).

Tra questi 100.000 files, e’ probabile che il giornare sia molto piu’ interessato alle intercettazioni di ex veline, calciatori, sign Rossi OPPURE agli intrecci spesso unici (e italiani!) tra politica, mafia ed economia?

Per cui questo decreto sta cercando di salvare che cosa? Perche’ la privacy degli italiani e’ sacra solo quando riguarda ANCHE i politici, mentre nessuno alza un dito quando Report denuncia che H3G incoraggia la messa in onda di video-messaggi a luci rosse, spesso con minorenni?
Comunque la bomba non e’ nei centomila file: basta sapere come Telecom si serviva di questi dati per capire molte cose.
Se si trattava solo di spionaggio industriale (sarebbe il meno) oppure di cose ben piu’ grandi (ricordo che logge massoniche come la Propaganda2 andrebbero a nozze con cose del genere).

Tenete gli occhi aperti!