I dati della crisi

In un articolo del corriere della sera del 19 novembre 2008, leggiamo un inciso che dà un’idea della crisi in atto. Si riporta una discorso del ministro del Tesoro Henry Paulson (grassetto nostro):

Paulson […] ha spiegato che, anche se la crisi rimane grave, non è cosa da poco che il sistema sia sopravvissuto a una spaventosa distruzione di ricchezza. Ed ha fornito un dato impressionante: le istituzioni che nei mesi scorsi «sono fallite o hanno vissuto una situazione che equivale a un fallimento», e cioè Bear Stearns, IndyMac, Lehman Brothers, Washington Mutual, Wachovia, Fannie Mae, Freddie Mac e il colosso assicurativo Aig, all’ inizio del 2008 avevano un patrimonio complessivo di 4,7 trilioni di dollari: una cifra pari a due volte e mezzo il Prodotto interni lordo dell’ Italia. Una ricchezza andata quasi completamente in fumo.

Continue reading “I dati della crisi”

Il fondo che va a fondo

Normalmente Gioorgi.com non è un sito dedicato alla illustrazione degli errati investimenti della Redazione.
Però l’andamento del Fondo Arancio di ING Direct è così fallimentare, così stupidamente deprimente che ci incita ad una concisa discussione sui meccanismi dei fondi, in modo semiserio.

Poiché tra i fondatori di Gioorgi.com ve ne è uno che ha contribuito al design del backend su cui si basa l’interfaccia di compravendita fondi (=Giovanni), ci siamo sentito molto in colpa quando abbiamo visto questo grafico:

 

Andamento del fallimentare fondo arancio
Andamento del fallimentare fondo arancio

Come si può osservare dal diabolico grafico, il fondo ha iniziato a veleggiare tranquillamente intorno ai 53 euro a botta. Giovanni, da bravo tester e risparmiatore è arrivato ad acquistarne qualche modesta quota, per un prezzo di carico medio intorno ai 55 euro. Ha continuato fiducioso nel mercato anche durante la caduta a picco del titolo, che ha iniziato a verificarsi intorno al novembre 2007.

Poiché il titolo stacca una cedola ogni giungo, il Gio credeva che di lì a sei mesi la bufera sarebbe passata, ma per sicurezza ha smesso di acquistare titoli, visto che la crisi dei mutui subprime stava iniziando a insospettirlo. 
Continue reading “Il fondo che va a fondo”

Il risveglio dell’Italia sopita

Dopo gli ultimi cinque anni di governo Berlusconi, il nostro paese e’ scivolato indietro in quasi tutte le classifiche mondiali (e non sto parlando di calcio…).
E’ indispensabile riflettere su questa crisi e non addossarne la responsabilita’ solo al passato governo.

Infatti un declino di questo tipo non e’ causato solo da una gestione erronea della cosa pubblica.
Vi sono sicuramente molti aspetti che vanno considerati.
La caratteristica tutta italiana alla frammentazione ed alla costruzione di micro-corporazioni sta diventando il nostro tallone di achille.

Il sistema statale ha sempre tentato di sopperire a questo problema con un eccesso di statalismo, che fin dai tempi del Duce ha portato qualche miglioramento sociale.
Perfino la destra e’ quindi diventata “statalista”, finendo per mantenere uno status quo del genere.

La situazione e’ cosi sbilanciata che quando il governo Prodi introduce delle liberalizzazioni, la destra prende subito le “difese” di chi protesta, mentre in realta’ dovrebbe essere esattamente l’opposto.

E’ importante affrontare questo discorso con le dovute cautele, per cui faro’ successivi approfondimenti.