Il movimento con difetto di democrazia

Si legge nel sito del Movimento cinque stelle…

“A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri.” Beppe Grillo

http://www.beppegrillo.it/2012/12/ritiro_del_logo_del_m5s.html

 

Dal 1992 assisto alla dittatura di un abile uomo politico, di nome S. Berlusconi che si è sempre mostrato allergico alle discussioni. Lo fece nel 1992 quando dichiarò che fosse “intollerabile che al mio partito venga dato lo stesso spazio degli altri” oppure ultimamente quando ha deciso che tornando lui in campo non c’è bisogno di primarie.

Il Movimento cinque stelle è molto giovane, e siamo disposti ad accettare qualche scivolone, ma Grillo ultimamente soffre di eccessiva irosità verso chi non la pensa come dice lui, e ricorda troppo il piccolo dittatore dello stato libero di Banana di Woody Allen invece di essere un riferimento politico forte.

Mercoledì sera ho ascoltato una intervista di Federica Salsi sul programma “Otto e mezzo”.

Mi è sembrata una persona chiara, pacata e concreta, molto meglio della media che vedo in TV. Penso  che il movimento abbia perso una persona molto abile.

Quello che so è che il sito di beppe grillo macina soldi grazie alla catalizzazione mediatica, e che non è stato in grado di presentare una piattaforma democratica chiara. Navigo su internet dal 1993, e vi giuro che ho sempre votato (su mailing list, per email, su siti specifici ecc) senza mai avere bisogno di chissa’ che strumenti evoluti.

Il mio blog non ha un grammo di pubblicità, mentre i siti di Grillo mi ricordano tanto una piattaforma web retrò, con spazi pubblicitari un po’ troppo invasivi per essere un sito di tipo “civico”.

Mi chiedo come il vecchio e burocratico PD abbia mostrato una trasparenza migliore rispetto al fresco giovane e internet-intrippato movimento.

Giacomo Talignani scrive un breve pensiero che condivido:

Perché, secondo l’ex comico, ora leader politico, non c’è tempo, “è una guerra” sostiene e le elezioni sono a febbraio. Dunque prendere Grillo o lasciare. Io prendo i valori M5s (e sarei pronto a votarli in Parlamento) e lascio Grillo. Tutto il pacchetto, senza democrazia, non riesco a comprarlo.

Ma da quando le elezioni sono una “guerra”? E’ la destra berlusconiana che la vede così. Le elezioni sono un momento in cui bisogna proporre uno slancio, una idea innovativa e raccogliere consenso.

Non fare terra bruciata intorno a chi non è allineato ad un “credo” assolutistico.

Le idee non sono tue Beppe. Le idee sono come uccelli che prendono il volo: diventano di tutti, ma chi le sa rilanciare ed estendere ne genera altre, e magari si sente di possederle…

In periodo di elezioni, diffido dei partiti senza democrazia interna, perché in un momento tanto difficile per il paese, chi non sa discutere democraticamente al suo interno, non sa nemmeno governare cercando un punto d’incontro con il diverso.

Grillo per ora lo sa solo espellere, il diverso.

Il PD non ha brillato moltissimo, con cambi di regole da parte di Bersani, e forzature sugli iscritti da parte di Renzi, ma sta insegnando agli altri come si fa. Bersani non è il mio candidato premier, non lo sento vicino ai bisogni della parte più giovane, energica, dinamica e liberista del paese, a cui mi sento di appartenete.

Il PDL ha dato ancora una volta la prova di essere fin troppo sordo alla parola “democrazia” ma molto vicino agli interessi in gonnella del cavaliere.

 

 

 

 

 

 

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