Il cane che abbaia e non morde

Il nostro primo ministro ha infine deciso di entrare in guerra con la Libia, dopo un colloquio a porte chiuse con il suo pari francese. Non è dato di sapere che cosa è stato promesso all’Italia, certo qualcosa che vale il voltafaccia mediatico, che Berlusconi sa quantificare molto bene.

Questo editoriale sul Corriere ci fa capire che l’incoerenza di Berlusconi nasconde la volontà di contare quando in Libia si trattera di “riscostruire la democrazia”
Per l’ennesima volta abbiamo visto la Lega abbaiare senza un risultato reale, difatti leggiamo:

Da Repubblica, “Mozione della Lega, trovato l’accordo”:

L’intesa grazie a un testo ambiguo che ribadisce la necessità di una data di fine missione, ma ne affida la scelta alla Nato, che da Bruxelles fa sapere: “Le operazioni si concluderanno solo con la resa di Gheddafi”.

Dal Corriere, che riporta il testo della mozione:

Per riuscire a sbloccare la situazione di stallo che si era venuta a creare tra Pdl e Lega, è stato necessario un vertice a Palazzo Chigi, al quale era presente Silvio Berlusconi mentre mancava Umberto Bossi, impegnato in campagna elettorale.

La conclusione è sempre la stessa: Silvio presenta una proposta bella conservatrice, la Lega se ne lamenta se danneggia il suo elettorato, ma poi tutto si aggiusta. Va avanti così da tre legislatura, mentre la Lega continua ad avere la nomea di un partito “indipendente”, “trendy”, un po’ come il vecchio PSI dei bei tempi andati.

Peccato però che Bettino Craxi (che chiuse la una carriera da latitante) sia riuscito ogni tanto a fare il primo ministro, e ad imporre la sua linea di pensiero in modo produttivo. La Lega sa solo negare: nega agli immigrati la possibilità di entrare, condanna chi scippa a pene severe ma ovviamente non chiede conto a Berlusconi delle sue azioni più discutibili (tipo chiamare un giudice per fare pressioni forti per una sua “protetta”).

Ovviamente un partito arroccato su posizioni razzisto-commerciali ha difficoltà a fare proposte: ma per questo c’è il nonno d’italia, il nostro presidente del Milan.

Inoltre finché le elezioni amministrative non si saranno tenute,  conviene fare sì la voce grossa, ma non attuare nessuna rottura: ci sarebbe il rischio di perdere voti se gli elettori percepissero che il PdL si stia “sfaciando”…

L’aspetto più terribile però è un altro: questa pantomima crea una falsa impressione di “discussione” e trasforma una linea politica inossidabile (quella del nostro Berlusconi) in una specie di “discussione aperta e democratica” che in realtà non lo é. In consiglio dei ministri si parla poco, perché alla fine chi decide i finanziamenti è sempre e solo Tremonti in accordo con Berlsuconi.

Oppure pensate veramente che gente come la Gelmini, la Carfagna o La Russa (che ha qualche lacuna geopolitica) siano in grado di decidere in autonomia qualche cosa?
Non sanno nulla degli interessi di Berusconi (beata ignoranza!) poiché ai bambini si nascondo le cose più grandi.

Non si muove una foglia che il Silvio non voglia.

Forse è per questo che Fini, che ha delle sue idee, alla fine non è più riuscito a stare zitto, e come reazione per le sue opinioni è stato buttato fuori!

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