Lo scioglimento di Alleanza Nazionale

La settimana scorsa si è formalmente concluso il percorso politico di Alleanza Nazionale.

Fini ha confermato che il leader del Partito delle libertà (PDL for friends) è sempre il Grande Silvio, affermando però che non bisogna lasciarsi andare al culto della personalità (un rischio già preso dai numerosi vassalli del Belusconismo…).

[Aggiornato!]

Fini rivendica la posizione centrale del parlamento, che deve decidere anche a costo di discutere meno leggi (non ci è chiaro come sia possibile questo, ma pace…).

Un commento ironico, simpatico  e disincantato lo si può avere da questo video, che sintetizza il destino (tutto italiano) che caratterizza i tentativi di creare grandi partiti. In sintesi, in Italia capita fin troppo spesso che le fusioni politiche portino a coalizioni più deboli invece che a insiemi più forti. Dalla caduta del muro (con cambio del nome) fino al partito del PD, l’ala democratica è sempre uscita indebolita dai “traghettamenti” ideologici.

Vedremo cosa succederà al Partito delle Libertà…che ha avuto come ospiti Bobo Craxi… ex socialista e figlio di Bettino Craxi…

La speranza di Fini è di subentrare al grande S, che non dovrebbe risultare immortale (anche se essendo unto…).

Purtroppo per Fini la presidenza di una delle camere è un viatico più per la pensione che per la carica di Primo Ministro. Esempi illustri sono stati Nilde Iotti, Irene Pivetti, Pera, Fausto Bertinotti.

La Lega, che mantiene una sua identità avrà forse più possibilità di sopravvivere, e anzi spera di poter acchiappare qualche deluso  a cui lo scioglimento di AN lascia l’amaro in bocca.

In ogni caso, la velocità con cui si è consumata tutta la vicenda, lascia un pò di sconcerto…

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