Kit Lezione 10: Chi mi ha fatto le scarpe?

Ciao mio astuto lettore, lecchino a tempo indeterminato!
Sei quindi giunto su NSC (NonSoloCodice, amico poco avvezzo agli acronimi), poiché ti sei trovato improvvisamente senza commessa, senza cliente e senza mutande?!

E non sai spiegarti come sia potuto succedere solo a te, che sai quanto fa 2 elevato alla 12 e sai tenere a memoria gli indirizzi IPv6 di almeno una dozzina di siti?

Ok, non sai una mazza del tuo lavoro ma con le potenze di due non scherzi…ebbene è probabile che uno più astuto di te ti abbia fatto le scarpe.
E non fa il calzolaio di mestiere, caro il mio picciriddu  spennacchiato.

Sei un derelitto sciocco, e meriteresti di essere punito per la tua leggerezza. Non ti sto nemmeno più vezzeggiando mio scornato lettore, te ne accorgi?.. ma d’altronde non posso lasciarti lì, giusto?

Sbagliato! Ora non conti niente, però magari… insomma la ruota gira, l’economia anche e quindi se ti aiuto poi una mano lava l’altra… avrai qualcosa da barattare, no? A cui consigliare di leggere Gioorgi.com? Un cugino pugliese che mi può regalare delle melanzane?
Uno zio simpatico che mi fa ridere?
Va bene mi fido. Ricordati però che i debiti vanno pagati. Trova qualcosa che abbia senso barattare con la

Lezione 10: “Chi mi ha fatto le scarpe?”.

Ebbene mio fantastico virgulto (con la cugina bona da presentarmi, spero)  come è potuto succederti di cadere così in basso?
In fondo sei un lecchino di prima categoria, sembri lavorare, cambi azienda spesso, elimini i colleghi più brutti e svegli di te…come mai ora ti trovi relegato in un cubicolo e sulla tua busta paga c’è il logo di Alitalia?

Ebbene, ogni tanto il destino cinico e baro se la prende anche con chi lo adula di continuo.

Conosco persone che stanno (quasi) peggio di te mio amico, sappilo. Bhe certo sei messo male, hai anche una brutta cera ma… forse c’è di peggio… tipo avere come capo Calderoli… o lavorare con la DeFilippi e ballare con lei come un idiota….

Ma bando ai sentimentalismi. Devi ritrovare la voglia di vivere, e per farlo, devi usare ancora una volta l’unica cosa che sai fare: niente!
Smetti di lavorare.  Non ritirare più i ticket. Non rispondere al cellulare e non uscire di casa. Non mangiare. Però bevi ogni 24 ore sennò muori. E lavati.
Fai uno sciopero della fame, in sintesi, come farebbe Pannella nei tuoi panni.  Chiama la stampa, e strombazza la tua disperazione. Dì delle frasi prive di senso che contengano parole come “mobbing”, “digità”, “sicurezza sul lavoro”, “diritto alla casa”: sarà facile dire frasi vuote e prive di senso dopo 48 ore di digiuno.
Dimagrisci.
Fai sì che i tuoi datori di lavoro si sentano in colpa, per aver scovato uno così abile a non fare niente.
E che ti promuovano all’italiana (vedi lezioni precedenti).

E dammi il numero di telefono di tua cugina, quella bona. Byeeee

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